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Genova, Conte ricorda il crollo del ponte Morandi tra gli applausi

Logo Corriere della Sera Corriere della Sera 14/09/2018 Silvia Morosi
© Fornito da RCS MediaGroup S.p.A.

«Il mio primo pensiero lo voglio rivolgere al dolore che ancora soffre chi ha subito la perdita di affetti cari, all'ingiustizia di chi si è dovuto allontanare repentinamente dalla propria abitazione e dal proprio luogo, e a chi soffrirà i postumi di questa immane tragedia». Con queste parole Giuseppe Conte è salito sul palcoallestito in piazza De Ferrari a Genova, in occasione della commemorazione organizzata a un mese dal crollo del ponte Morandi. Accolto dagli applausi, il premier ha aggiunto: «Un secondo pensiero lo rivolgo a tutti coloro che hanno partecipato alla macchina dei soccorsi. Dopo qualche ora sono arrivato anch'io, sono testimone di come siano intervenuti tempestivamente, di come abbiano alacremente lavorato giorno e notte». «A dieci giorni dall'entrata in vigore del decreto ci sarà il commissario per la ricostruzione. Sarà nominato un commissario, con un mio decreto, ed è un commissario che avrà pieni poteri».

Genova, un mese dopo il crollo del ponte Morandi il ricordo della 43 vittime

«Tornerò per il nuovo ponte»

Dopo il crollo del ponte Morandi di Genova, «non abbiamo ceduto al ricatto di offrire ad Autostrade la ricostruzione del ponte. Lo faremo a spese di Autostrade con questo decreto ma la procedura per la revoca della concessione rimane in piedi e si completerà».«Sono qui a nome del Governo, che ha dato una risposta corale, abbiamo presto adottato misure per l'emergenza, e avrei detto che oggi non sarei venuto a mani vuote. Ho portato fogli pieni di fatti, di misure concrete. Qualcuno ha detto che ieri siamo stati a litigare nel Consiglio dei Ministri. No, siamo stati a operare nel Consiglio dei Ministri». «Avevo detto che sarei tornato presto, sono qui, eccomi. E tornerò presto per inaugurare il nuovo ponte». Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte alla cerimonia in ricordo delle vittime del Ponte Morandi. Il premier ha mostratodei fogli alla piazza e sventolandoli ha detto: «Ho portato dei fogli, non sono bianchi, sono pieni di fatti, di misure concrete» . «Non mi sarei limitato a rendere oggi una testimonianza, non sarei venuto a mani vuote - continua - ho portato fatti. Qualcuno ha detto che siamo stati a litigare ieri durante il Cdm, invece no, stiamo stati a operare nel Cdm».

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