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Gianmarco Tognazzi: «Se ci fosse stato il #MeToo mio padre sarebbe finito in galera»

Logo Corriere della Sera Corriere della Sera 08/11/2018 Annalisa Grandi
© Fornito da RCS MediaGroup S.p.A.

«Se ci fosse stato il #MeToo mio padre Ugo sarebbe finito in galera». A dirlo in un'intervista al programma radiofonico «La Zanzara» è Gianmarco, figlio di Ugo Tognazzi, scomparso nel 1990.

Che rivela: «Una volta mio papà riuscì a fare sesso con un'attrice sul set di un film, tra un cambio di scena e l'altro. Ugo giocava di sponda, aspettava una grande disponibilità perché secondo me prendeva molto male l'ipotesi di essere rifiutato. Oggi l'avrebbero arrestato, ma non per un fatto di maggiorenni o minorenni. Però erano tempi diversi». E poi precisa che l'attrice in questione «era sicuramente consenziente». «Il Metoo - aggiunge poi - porta avanti anche cose buone ma è pure fondamentalista, ormai non c'è più confine tra avance e molestia».

Ma Gianmarco Tognazzi parla anche di sé, e del matrimonio con Valeria Pintore: «In questo momento vivo una seconda giovinezza con mia moglie. Le pause le ha sempre avute lei. Sono stato uno scavezzacollo, invece con mia moglie c’è un’intesa straordinaria. E siamo insieme da 15 anni». Moglie a cui, racconta di essere fedele: «Voi dimenticate i casini che ho combinato negli anni precedenti. Io ne ho 51. Ma fino a mia moglie avevo anche cinque fidanzate contemporaneamente. Facevo il tour: una era a Milano, una a Torino, una vicino a Viareggio e due a Roma. Era un casino, non ricordavo a chi dicevo cosa»

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