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Giulia Sarti, le foto e i video in Rete: «Basta, non vi occupate più di me»

Logo Corriere della Sera Corriere della Sera 14/03/2019 Fiorenza Sarzanini
© Fornito da RCS MediaGroup S.p.A.

ROMA — Un anno fa, il giorno dopo aver denunciato il fidanzato per appropriazione indebita, l’onorevole Giulia Sarti decise di tornare dai magistrati. Raccontò — integrando l’esposto — di aver saputo che stavano circolando sul web le sue foto private, già diffuse via Internet nel 2013.

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E ciò alimentò il sospetto, riemerso proprio in queste ore dopo l’invio su chat di WhatsApp di politici e giornalisti delle stesse istantanee, che il materiale sia gestito da qualcuno a lei molto vicino che lo utilizza per ricattarla, ma anche per tenere sotto pressione il Movimento. Su questo si concentrano le indagini che vengono svolte adesso dalla polizia postale. Senza escludere che una o più persone possano avere altre immagini e video, girati nel suo appartamento, che la ritraggono in pose intime, ma anche nel corso di incontri con altri politici M5S.

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La parlamentare grillina sta cercando di giocare in difesa, consapevole di rischiare una denuncia per calunnia o una richiesta di risarcimento dei danni proprio da parte di Bogdan Tibusche, dopo la decisione della Procura di Rimini di archiviare l’inchiesta nella quale l’uomo era stato accusato di averle sottratto i soldi destinati al Movimento. E dunque attraverso gli amici ripete quello che aveva già scritto una settimana fa su Facebook, chiede di smettere «di occuparvi di me, perché sono state dette troppe menzogne e cattiverie», e dice che «ogni mia parola viene strumentalizzata per far apparire l’opposto della realtà».

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Le prime verifiche effettuate dagli specialisti della Postale escludono che le immagini stiano circolando in Rete, mentre è confermato il passaggio via WhatsApp. E tanto basta a confermare come ci sia qualcuno che in tutti questi anni ha ritenuto di dover conservare quel materiale. Nel 2013 era stato proprio Tibusche, su richiesta dell’attuale sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo, ad occuparsi di «ripulire» il web dalle foto che un hacker aveva rubato alla Sarti. «Bogdan ha consegnato il suo computer e il suo telefonino ai magistrati che indagavano sulla vicenda dei rimborsi e una perizia ha stabilito che era tutto in regola», dichiara l’avvocato Mario Scarpa che assiste l’uomo. E anche il diretto interessato ci tiene a far sapere che «nonostante quanto accaduto tra di noi, voglio far notare che i criminali in possesso di queste immagini tornano fuori ogni volta che Giulia è in difficoltà, la mettono alla gogna in maniera vergognosa». Una gogna che non sembra destinata a terminare in tempi brevi.

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