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Il piano di Gualtieri: giù le tasse per gli esclusi dagli 80 euro. Parte dalla Castelli il confronto con la maggioranza

Logo HuffPost HuffPost 15/01/2020 Giuseppe Colombo

Per tutto il pomeriggio e fino a sera nell’ufficio di Roberto Gualtieri fanno capolino Laura Castelli, viceministra all’Economia in quota 5 stelle, e Cecilia Guerra, sottosegretario a via XX settembre in rappresentanza di Leu. Le due sono di casa al Tesoro. Perché puntare la lente su incontri che normalmente non assumono lo status di notizia? Il nastro va riavvolto a lunedì pomeriggio.

VIDEO: Le previsioni di Gualtieri

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La viceministra non ha gradito l’annuncio di Gualtieri di convocare venerdì le parti sociali e ha evocato la necessità di un faccia a faccia per “una linea unitaria” sul taglio del cuneo fiscale. Parte così il confronto interno alla maggioranza sulla grande partita delle tasse. I grillini non nascondono malumori, i renziani, come dice Luigi Marattin in un’intervista a Huffpost, puntano a un disegno ambizioso. Ma l’impostazione, la linea, il calendario fanno riferimento a Gualtieri: “Giù le tasse per i redditi medio bassi finora esclusi dagli 80 euro”. 

Roberto Gualtieri © Fornito da HuffPost Roberto Gualtieri

I primi due incontri, riferiscono fonti di governo, si sono svolti in un clima positivo. D’altronde la legge di bilancio ha messo sul piatto tre miliardi per alleggerire il carico fiscale che grava sulle buste paga dei lavoratori dipendenti e in più di un’occasione Gualtieri aveva annunciato che il decreto con i destinatari della misura sarebbe arrivato a gennaio. Solo che i 5 stelle si sono messi di traverso, chiedendo anche l’avvio contestuale della riforma dell’Irpef, così come i renziani, che quella riforma vogliono riscriverla da zero. Il rischio, però, è di rallentare il segnale sul cuneo.

La riforma dell’Irpef implica un lavoro complesso e delicatissimo. Non è un caso che l’ambizione, coltivata dal governo Renzi e poi dal governo Lega-M5s, si sia rivelata alla fine tale, non riuscendo a trovare uno sbocco concreto. Problema di soldi perché ritoccare le aliquote, riducendone il peso, implica mettere sul piatto parecchi miliardi, ma anche di benefici fiscali perché bisogna mettere mano anche alle deduzioni e alle detrazioni. Parliamo di temi sensibili come la sanità, temi molto cari ai cittadini. La conclusione di questa spirale si chiama consenso, voti. Il rischio è quello di perderli. 

All’ora di pranzo, quando il conclave del Pd all’Abbazia di Contigliano sta per entrare nel vivo, è Gualtieri a dettare il calendario fiscale. Le date puntellano la strategia fiscale, che parte da un assunto imprescindibile: il taglio del cuneo fiscale va fatto subito. Il piano del titolare del Tesoro è chiaro. L’obiettivo è estendere il bonus 80 euro ai redditi compresi tra i 26mila e i 35mila euro lordi a partire da luglio. Secondo i calcoli dei tecnici del Mef si tratta di 4,5 milioni di lavoratori dipendenti in più che otterranno l’aumento netto in busta paga e che si aggiungono ai dieci milioni che già hanno il bonus Renzi. Per gli attuali beneficiari non è escluso un ulteriore ritocco, da 80 a 100 euro, ma le simulazioni e le verifiche sono ancora in corso. Tutto questo - è la linea - deve confluire in un decreto da approvare entro quindici giorni. Poi, ad aprile, una legge delega che dovrà poggiare su quattro principi. Semplificazione e razionalizzazione a partire dalle detrazioni fiscali, alleggerimento sui redditi bassi e medi, rafforzamento del sostegno alle famiglie e contributo alla transizione ambientale.

E’ con questa tempistica che Gualtieri si presenta nel pomeriggio agli incontri con Castelli e Guerra. Giovedì incontrerà Marattin, venerdì mattina sarà a palazzo Chigi insieme al premier Conte per ricevere sindacati e imprese. La partita per il taglio del cuneo fiscale ha tempi strettissimi. Quella della riforma dell’Irpef si giocherà in primavera. Qui l’intesa nella maggioranza è ancora tutta da costruire. 

 
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