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Il suv Lambo che piaceva a Stallone

Logo Corriere della Sera Corriere della Sera 13/11/2017 Savina Confaloni

È soprannominata Lambo Rambo, la Lamborghini LM002, primo mega Suv di lusso della storia. Il Polo Storico Lamborghini ha restaurato una delle poche LM002 rimaste, antesignana concettualmente del Suv di lusso del Toro, Urus, che la Casa di Sant’Agata Bolognese lancerà ufficialmente il 18 dicembre.

Prodotta in 301 esemplari

Nata dalle ceneri del progetto Lamborghini LM001 e della precedente Cheetah del 1977, la LM002 venne prodotta in 301 esemplari. Negli anni Settanta il dipartimento americano di MTI (Mobility Technology International) aveva infatti commissionato un veicolo off-road ad altissime prestazioni con specifiche militari, la Cheetah, che montava un motore posteriore V8 di costruzione americana. Il progetto morì prima di nascere, ma piaceva molto l’idea che la Casa di Sant’Agata Bolognese potesse costruire un fuoristrada potente, con prestazioni simili a quelle della Countach.

Quattro chilometri al litro...

Giulio Alfieri nel 1981 presentò il prototipo di LM001, evoluto poi nella LM002 che debuttò al Salone di Torino nel 1986. Per l’epoca quest’auto aveva delle dimensioni sorprendenti: lunga quasi cinque metri, larga due e alta 1.82 metri, pesava 2.600 kg a vuoto, con dei consumi che non erano proprio il suo punto di forza: percorrenza media di 4 km con un litro, che si riducono anche a uno per litro col motore spinto al massimo. La LM002 montava il motore della Countach, il V12 da 5.167 cm³ e 450 CV, e poteva raggiungere la velocità massima di 210 km/h con una accelerazione da 0 a 100 in 7,8 secondi, con pneumatici Pirelli Scorpion. Visto lo sviluppo di questo genere di veicoli in quegli anni, fu la nascita della Lamborghini LM a spingere Pirelli a produrre lo Scorpion, primo pneumatico per ogni terreno ad altissime prestazioni.

Silvester Stallone fra i clienti

© Fornito da RCS MediaGroup S.p.A.

Dopo la presentazione al Salone di Torino, iniziarono le prime consegne: i clienti arrivavano da tutto il mondo: da Re Hassam del Marocco, a Keke Roseberg, Tina Turner, Mike Tyson, Sylverster Stallone, e fu proprio quando la comprò Stallone che la LM002 diventò Lambo Rambo. Negli anni diventò il giocattolo preferito dei figli degli sceicchi per raggiungere i pozzi petroliferi, le commesse militari invece non arrivarono mai: la macchina aveva un costo di manutenzione troppo elevato, quasi da vettura da corsa, e, nonostante le dimensioni mastodontiche, nel suo lussuoso interno non offriva una grande abitabilità.

I rally con Sandro Munari

Dalla LM002 derivarono il prototipo LM003, che montava un motore turbodiesel 5 cilindri da 3,6 litri e 150 CV prodotto dalla VM Motori di Cento, e il prototipo LM004, esemplare unico, su cui venne invece montato il V12 da 7 litri usato da Lamborghini sulle barche off-shore vincitrici di tanti titoli mondiali. Con la LM002 Lamborghini avrebbe voluto partecipare alla Parigi-Dakar, progetto che non andò mai in porto nonostante un esemplare fosse già stato modificato, e prese parte solamente a due rally in Grecia ed Egitto con al volante Sandro Munari.

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