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La multa da 5 miliardi a Facebook è stata una mazzata o un buffetto?

Logo AGI AGI 13/07/2019 AgiNews
© Fornito da AGI - Agenzia Giornalistica Italia Spa

Mazzata o buffetto? I commentatori si dividono sulla multa di 5 miliardi di dollari inflitta dalla Commissione federale Usa per il commercio per l'imponente violazione della privacy relativa al caso Cambridge Analytica. La commissione, rivelano il Wall Street Journal e il Washington Post, ha approvato l'accordo con Mark Zuckerberg con 3 voti favorevoli (repubblicani) e 2 contrari (democratici). Ora manca solo il via libero definitivo alla sanzione che deve essere dato dal ministero della Giustizia.

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L'indagine della Commissione (Ftc) era stata avviata nel marzo 2018 dopo che l'Observer aveva rivelato che la società di consulenza politica Cambridge Analytica aveva ottenuto impropriamente le informazioni private di oltre 50 milioni di utenti di Facebook, ricorda il Guardian. In seguito a un'altra inchiesta Facebook si era impegnata nel 2012 a proteggere meglio la privacy degli utenti. L'inchiesta si era incentrata proprio sull'eventuale violazione di questo impegno, preso sempre con la Ftc.

La multa da 5 miliardi è il massimo previsto dalla legge ed è la più grande mai comminata dalla Commissione contro una società tecnologica e la più grande contro qualsiasi azienda per violazione della privacy. Ed è l'avverarsi della peggiore - in termini economici - delle ipotesi fatte da Facebook quando, nell'aprile scorso, fece sapere che si era ormai prossimi alla chiusura di un accordo.

Oltre alla sanzione pecuniaria, Facebook deve riesaminare la gestione dei dati degli utenti, ma c'è chi sostiene che le modifiche richieste non siano abbastanza radicali e che la sanzione difficilmente inciderà sul patrimonio dell'azienda che nel primo trimestre del 2019 ha registrato entrate per oltre 15 miliardi di dollari.

"Questa non è una sanzione, è un favore per Facebook, una multa per divieto di sosta che si trasformerà in un via libera a una sorveglianza ancora più illegale e invasiva", ha detto Matt Stoller, esperto di monopoli dell'Open Markets Institute. Allo stesso modo la pensano gli investitori, tanto che il prezzo delle azioni di Facebook è salito di oltre l'1% quando la notizia della multa è piombata su Wall Street poco prima della chiusura delle contrattazioni per il fine settimana.

David Cicilline, il deputato democratico che presiede la sottocommissione della Camera sull'antitrust, ha definito quella della Ftc "un regalo di Natale con cinque mesi di anticipo" e "un buffetto sulla mano a un'azienda così enormemente potente da permettersi un comportamento così grave".

La multa sarà discussa dai rappresentanti delle principali aziende della Silicon Valley durante un'audizione del sottocomitato antitrust. Si prevede che Facebook dovrà affrontare nuove sfide normative mentre si prepara al lancio della sua nuova criptovaluta, Libra, nel 2020. Giovedì, Donald Trump l'ha bocciata con un tweet: "avrà poca reputazione o affidabilità" ha scritto il Presidente. La questione sarà discussa dal comitato dei servizi finanziari della Camera il 17 luglio: la criptovaluta di Facebook, dicono i legislatori, richiede nuove, più stringenti normative. 

"Viste le ripetute violazioni della privacy di Facebook, è chiaro che sono necessarie riforme strutturali fondamentali", ha dichiarato il senatore Mark R. Warner della Virginia. "Con la Ftc incapace o riluttante a mettere limiti ragionevoli per assicurare che la privacy e i dati dell'utente siano protetti, è tempo che il Congresso agisca".

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