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Le tre cose che Conte ha chiesto all'Europa

Logo AGI AGI 11/09/2019 AgiNews
© Fornito da AGI - Agenzia Giornalistica Italia Spa

Un "patto con l'Europa" che dia tempo (e margini) all'Italia per investire e crescere, la revisione immediata degli accordi di Dublino sulla gestione dei flussi migratori e l'avvio di un dibattito che porti alla modifica delle regole del Patto di Stabilità. All'indomani della fiducia incassata in Senato e della nomina di Paolo Gentiloni come commissario europeo all'Economia, Giuseppe Conte porta a Bruxelles quelli che considera i dossier "prioritari" per l'Italia dei prossimi mesi.

Il presidente del Consiglio vede Ursula von der Leyen, Donald Tusk, David Sassoli e Charles Michel, parla di "grande disponibilità" da delle istituzioni europee e di "consonanza molto importante" con la presidente eletta della Commissione "Riceveremo dall'Europa un grande sostegno", assicura.

Di "buono scambio" di vedute "sulla nuova situazione politica in Italia, sull'immigrazione e sull'economia" parla anche l'entourage di von der Leyen, precisando però che "non ci sono stati risultati concreti" anche perché "dei risultati non erano attesi".

Il fronte immigrazione

Sul fronte immigrazione il pressing di Conte è netto. Il sistema di Dublino va superato, ripete il premier, che parla di "grande disponibilità del fronte europeo" a "trovare subito un accordo temporaneo" sulla ripartizione "dei migranti. "L'Italia chiede sostanziale condivisione. Ora dobbiamo definire i dettagli - aggiunge - ci saranno dei paesi riluttanti ma chi non parteciperà alla condivisione ne risentirà molto sul piano finanziario, in modo consistente".

"Dobbiamo fare molto di più anche sui rimpatri con l'aiuto dell'Europa. Come Italia non possiamo dirci soddisfatti del sistema dei rimpatri e anche su questo abbiamo la piena condivisione e la piena attenzione", continua Conte che incassa la la sponda di Parigi su una politica europea dell'asilo e la revisione di Dubllino.

Il tema sarà sul tavolo dell' l'incontro con Emmanuel Macron il 18 settembre e un mini vertice a 5 (Italia, Francia, Germania, Malta e Finlandia) con la Commissione europea è in agenda il 23 settembre a La Valletta per arrivare a un punto comune su redistribuzione e sbarchi.

La partita economica

Ma il premier apre anche la partita economica, chiede a Bruxelles del tempo per effettuare quegli investimenti che consentano all'Italia "crescita economica, maggiore occupazione e sviluppo sostenibile. Abbiamo bisogno di un po' di tempo e per questo tempo vogliamo fare un patto trasparente con l'Europa per una Italia digitalizzata, vogliamo orientare completamente il nostro sistema industriale verso una green economy", dice.

"Non sto dicendo dicendo che non vogliamo tenere i conti in ordine, o che il nostro obiettivo non e' la riduzione del debito - precisa Conte - stiamo dicendo che lo vogliamo fare attraverso la crescita economica, una crescita ragionata, con investimenti produttivi".

Jean Claude Juncker assicura all'Italia "il pieno sostegno", ma alla richiesta di Roma sulla revisione del patto di stabilità per adesso Bruxelles non risponde e lo spazio di manovra rimane stretto stretto. La stessa von der Leyen ieri era stata molto netta a riguardo: "le regole sono chiare e vanno rispettate", aveva detto chiamando in causa il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri che "conosce bene quelle regole".

La prima vera prova su quale sarà l'atteggiamento dei partner arriverà già all'Ecofin informale di Helsinki di questo fine settimana e l'eventualità che il blocco dei rigoristi del nord bocci ogni concessione è assai concreta. Ma dalla Finlandia potrebbe arrivare anche un primo timido passo verso la revisione delle regole del Patto: secondo quanto emerge dal documento preparatorio della presidenza finlandese dell'Ue infatti, i ministri delle Finanze dell'Unione Europea discuteranno sulla possibilità di modificare l'attuale quadro legislativo del Patto di Stabilità e Crescita in vista di una possibile proposta della Commissione entro la fine dell'anno. 

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