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Liliana Segre incontra Matteo Salvini, faccia a faccia a casa della senatrice

Logo Corriere della Sera Corriere della Sera 08/11/2019 Redazione Milano online

Si è svolto a Milano l’incontro tra Liliana Segre, memoria storica della Shoah, e Matteo Salvini. Ne ha dato notizia la Tgr della Lombardia. Il leader della Lega ha incontrato la senatrice a casa di quest’ultima, nel tardo pomeriggio: il faccia a faccia si è tenuto nel massimo riserbo. Secondo quanto trapelato dal massimo riserbo che avvolge tutto l’incontro - per evidenti motivi di sicurezza dopo le minacce ripetute che hanno portato il Prefetto di Milano ad assegnare a Liliana Segre una «tutela» - la senatrice e il leader politico si sono incontrati verso le 17. Matteo Salvini si sarebbe presentato con la figlia e non sarebbero state presenti altri rappresentanti di istituzioni.

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La scorta 

«Certamente non mi aspettavo la scorta, poi essendo una vecchietta...Io non l’ho mai chiesta e non pensavo mai che l’avrei avuta»: lo ha spiegato Liliana Segre in una intervista a Rainews24. «Quando sentivo — ha aggiunto — di personaggi che avevano la scorta li ho sempre visti come importantissimi e che bisognava quindi preservarli». La senatrice a vita ha parlato anche dei motivi che l’hanno spinta a promuovere la creazione di una commissione per combattere l’odio: «C’e’ un’atmosfera di odio che ho vissuto nei fatti oltre che alla parole. Combatterlo, mi aspettavo, doveva avere il plauso di tutti. Pensavo che ci sarebbe stata una specie di gara a proporre cosa fare contro l’odio».

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Bagnasco: litigiosità crescente

«È un fatto triste, che esprime in qualche modo uno spirito di contrapposizione crescente nel mondo in generale, ma anche in Europa, una litigiosità crescente, una contrapposizione pregiudiziale, a volte di incomprensione, a volte di principi». Così l’arcivescovo di Genova, il cardinale Angelo Bagnasco, venerdì sera a Genova a margine di un evento pubblico esprime rammarico per la scorta assegnata alle senatrice Liliana Segre, ebrea ex deportata ad Auschwitz nel 1944, a causa delle minacce ricevute dopo la creazione di una commissione parlamentare per combattere l’odio. Secondo Bagnasco è un fatto che «deve dispiacere a tutti, tutti devono esprimere la giusta stima e vicinanza alla senatrice».

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