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Mattarella: «Non c’è movimento che metta in discussione i valori Ue»

Logo Corriere della Sera Corriere della Sera 14/09/2018 Silvia Morosi
© Fornito da RCS MediaGroup S.p.A.

«Io sono avanti negli anni, sono nato durante i bombardamenti e, forse per questo, mi è rimasta un’innata diffidenza, e un’innata idiosincrasia verso qualunque pericolo di nazionalismo e di guerre» per cui «occorre riflettere su questo perché corriamo il rischio che riproporre dentro l’Unione un clima che non è soltanto concorrenziale ma è di contrapposizione, che poi diventa contrasto, poi diventa ostilità, diventa non sappiamo cosa». A parlare a Riga — al vertice del Gruppo Arraiolos, l’incontro informale dei Capi di Stato non esecutivi dell’Unione Europea — è stato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E ancora: quella di «mettere in comune il futuro degli europei» è «una ragione, storicamente, per il futuro, così vasta se si raffronta con il passato, che non c’è movimento che possa mettere in discussione questo valore storico. Però va fatto comprendere con maggiore efficacia e con maggiore capacità». «L’Italia è un contributore attivo dell’Unione. Ma mi sono sempre rifiutato di considerare questi rapporti sul piano del dare e avere, anche perché i benefici dell’integrazione non sono quasi mai monetizzabili interamente. Non è attraverso il calcolo contabile che si definisce il vantaggio che l’Unione assicura a tutti i suoi componenti». «Il rischio è quello di mettersi a mercanteggiare fra di noi, fra i nostri Paesi, sui rapporti contabili».«Risultati Ue non scontati per sempre»

Il senso del processo di integrazione europea iniziato nel 1950 «era quello di abbandonare il passato mettendo insieme e in comune il futuro degli europei. Questo è messo oggi in discussione e in crisi».«Ora noi dobbiamo far comprendere in maniera palese ed evidente alle nostre pubbliche opinioni e ai nostri concittadini che anche le realtà attuali, il mercato unico, lo spazio Schengen, l’unione monetaria, rispondono a questo stesso spirito, lo stesso obiettivo, mettere in comune il futuro degli europei», ha aggiunto Mattarella.«Anche sotto il profilo della sicurezza, rispetto a eventuali ritorni di ostilità di qualcuno dei grandi Paesi —ha affermato il Capo dello Stato —è efficace un’unione infragilita dalle rivalità interne in cui ognuno si presenta da solo, o un’unione coesa, compatta, che rende più forti tutti i paesi che la compongono. Noi abbiamo spesso commesso degli errori nel considerare come ormai acquisiti alcuni risultati. Va fatto capire invece anche a giovani generazioni che non sono acquisiti né scontati per sempre».

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