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Mes, Salvini e Di Maio contro il premier Conte. Che ora rischia

Logo Italia Oggi Italia Oggi 4 giorni fa Giampiero Di Santo
© ItaliaOggi

Sulla riforma del Mes, il meccanismo europeo di stabilità o Fondo salva Stati, il M5s chiarisce di essere più vicino al il leader della Lega Matteo Salvini che al il premier Giuseppe Conte. Oggi il capo politico del M5S, Luigi Di Maio, ha confermato via Facebook che tutti i ministri del governo Conte 1 erano al corrente della riforma del Mes, ma ha in sostanza smentito il presidente del consiglio sulla totale concordia nell'esecutivo sulle modifiche concordate a Bruxelles dai capi di stato e di governo e dai ministri dell'Economia: "Giuseppe Conte ha detto ieri che tutti i ministri sapevano di questo fondo. Sapevamo che il Mes era arrivato ad un punto della sua riforma, ma sapevamo anche che era all'interno di un pacchetto, che prevede anche la riforma dell'unione bancaria e l'assicurazione sui deposito. Per il M5S, queste tre cose vanno insieme e non si può firmare solo una cosa alla volta", ha sottolineato Di Maio. Una affermazione che conferma il clima di freddezza tra Di Maio e il premier già menifesto dopo l'intervento di Conte ieri in parlamento. Interventro che era stato duramente contestato in aula da salvini, che questa mattina, nel corso di una conferenza stampa all'europarlamento ha annunciato:  "Torno in Italia oggi pomeriggio perché il clima è frizzantino e al premier non mancheranno le cose da chiarire su tanti fronti e non lo invidio". Sul Mes, insomma, si rischia davvero la crisi, perché Conte sembra rimasto isolato, malgrado il tentativo di difesa abbozzato da Nicola Zingaretti, segretario del Pd: "Bene Conte che sul Mes smonta una a una le bugie delle destre. Basta raccontare frottole agli italiani. Gli altri parlano e noi affrontiamo e risolviamo i problemi del Paese. Dobbiamo spingere l’Europa verso nuovi obiettivi e una nuova fase , l’Italia può farlo da protagonista”, aveva postato Zingaretti su Twitter. Ma alle affermazioni del numero uno del partito di Largo del Nazareno avevano fatto da coda le dichiarazioni di ambienti dell'eurogruppo che danno la riforma per completata nelle sue linee generali e anche nei dettagli e adesso pronta per l'attuazione con la legislazione secondaria che verrà adottata. 

Insomma, grane per Conte, che ieri era partito all'attacco e aveva ribadito la correttezza assoluta del governo attuale e anche di quello precedente.  "Chi è all'opposizione sta dando prova di scarsa cultura delle regole e mancanza di rispetto per le istituzioni. E' stato anche detto che il Mes sarebbe stato già firmato, e per giunta di notte. Anche chi è all'opposizione ha compiti di responsabilità", aveva sottolineato il numero uno di palazzo Chigi a proposito dell'ipotesi di denuncia per alto tradimento minacciata da Salvini nei confronti del  premier: "Una falsa accusa di alto tradimento della Costituzione è questione differente dall'accusa di avere commesso errori politici o di avere fatto cattive riforme: è un'accusa che non si limita solo a inquinare il dibattito pubblico e a disorientare i cittadini, è indice della forma più grave di spregiudicatezza perché pur di lucrare un qualche effimero vantaggio finisce per minare alle basi la credibilità delle istituzioni democratiche e la fiducia che i cittadini ripongono in esse", ha detto Conte. "Mi sembra quasi superfluo confermare a quest'aula un fatto di tutta evidenza, ossia che né da parte mia né da parte di alcun membro del mio governo si è proceduto alla firma di un trattato ancora incompleto", ha spiegato, "nessun trattato è stato infatti ancora sottoposto alla firma dei paesi europei". 

 Il premier ha ricordato che in occasione "del consiglio dei ministri del 27 febbraio 2019 è stata presentata e illustrata nel dettaglio la relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2018" in cui si parlava della trattativa condotta anche del Mes. In consiglio dei ministri nessuno dei presenti, compresi i leghisti, ha mosso obiezioni sul punto e, in particolare, sulla relazione da presentare alle camere". E  ha sottolineato che l'Italia non ha mai avuto bisogno, né ne avrà bisogno in futuro, di ulilizzare i prestiti del salva-Stati. Conte ha ricordato di avere informato il parlamento sullo stato di avanzamento delle trattative sullla riforma "il 19 marzo 2019, nel corso delle comunicazioni alle Camere in vista del Consiglio europeo del 21 e del 22 marzo" e  "nelle comunicazioni del 19 giugno, in vista dell'Eurosummit che si è tenuto a Bruxelles il 21 giugno,  anche perché un generale consenso sulla bozza era stato raggiunto il 13 giugno dai ministri dell'Economia dell'area euro. "Considerando i numerosi interventi svolti, in assemblea e nelle commissioni parlamentari, sia alla camera sia in denato, possiamo convenire che le accuse, mosse in questi giorni da diversi esponenti politici di opposizione, circa una carenza di informazione e di consultazione sulla questa materia così sensibile, siano completamente false". aveva concluso il premier. 

Salvini, nel corso del suo intervento, aveva accusato Conte di mentire agli italiani, aveva paventato il rischio che la ristrutturazione "del debito pubblico sia in realtà un intervento nottetempo sui conti correnti degli italiani" e aveva concluso: "Porteranno via i risparmi degli italiani per ristrutturare il debito delle banche tedesche. Sul Mes o ha mentito Gualtieri, o ha mentito Conte o non ha capito Di Maio. Ma credo sia stato Conte perchè Gualtieri non c'era". L'ex vicepremier e ministro dell'Interno ha annunciato che sabato e domenica prossima la Lega sarà nelle piazze per informare gli italiani sul Mes. 

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