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Roma, il cellulare di De Pau ha registrato video durante gli omicidi delle donne cinesi

Logo Tgcom24 Tgcom24 24/11/2022 Redazione Tgcom24
Roma, il cellulare di De Pau ha registrato video durante gli omicidi delle donne cinesi © Ansa Roma, il cellulare di De Pau ha registrato video durante gli omicidi delle donne cinesi

Due video inchiodano Giandavide De Pau, l'omicida delle tre donne del quartiere romano Prati. Nel primo, di 14 minuti, l'uomo azione la videocamera del proprio smartphone e riprende i rapporti sessuali avuti con le due cittadini cinesi, nell'appartamento di via Augusto Riboty. Nel secondo, di 42 minuti, il cellulare cade a terra e mentre la telecamera resta attiva, avviene il massacro delle due donne. L'immagine è fissa sulle scarpe dell'uomo, ma nell'audio si sentono le grida l'orrore dei delitti, fino alla fuga dell'uomo. E' quanto emerge dall'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip, che ha convalidato il fermo e disposto il carcere per De Pau.

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I due video sono stati registrati il 17 novembre, alle ore 10:23 e alle 10:38, e "documentano - si legge nell'ordinanza della gip Mara Mattioli - in maniera incontrovertibile e raccapricciante l'omicidio delle due donne cinesi commesso da Giandavide De Pau dopo aver consumato con le stesse rapporti sessuali ed aver preteso di rimanere solo con le due donne, mandando via altri clienti".

"Dopo qualche secondo De Pau sposta il telefono e si inquadrano le scarpe che lo stesso indossa - si aggiunge - dopodiché il telefono viene appoggiato oscurando la telecamera ma continua ad essere registrato l'audio e si sente entrare nella stanza l'altra donna cinese".

Al minuto 1:09 (del secondo video ndr ) - prosegue la gip - si sentono rumori e la donna urlare fortemente, ma il suono giunge come soffocato entra l'altra donna che chiede 'cosa fai a lei' e subito dopo si sentono le urla strazianti anche della seconda donna che viene aggredita, poi si sente prima il rumore di una porta che sbatte e poi il rumore più forte di un'altra porta, probabilmente quella di ingresso che viene aperta e dal minuto 2:41 si sente il rantolo di Xiuli Guo in fin di vita ritrovata agonizzante sul pianerottolo; dopo qualche minuto si sente la voce del portiere e poco dopo dei soccorritori".

"La dinamica di quanto avvenuto all'interno dell'appartamento di via Riboty è pienamente provata dal contenuto dei video rinvenuti nel telefono cellulare dell'indagato che smentiscono integralmente la versione dallo stesso fornita circa la presenza di un presunto uomo armato che avrebbe aggredito le due donne e minacciato lui con una pistola. I video, infatti, non solo documentano l'aggressione da parte dello stesso indagato ma anche l'assenza di qualsiasi altro soggetto all'interno dell'appartamento, come preteso dallo stesso indagato che aveva fatto mandare via tutti i clienti per rimanere solo con le due donne".

La sorella di De Pau ai carabinieri: "Mi ha parlato di donne uccise" - Nell'ordinanza del gip di Roma, con cui ha disposto il carcere per Giandavide De Pau, è citata anche la telefonata intercorsa tra la sorella dell'uomo e i carabinieri durante la quale li avvisa di essere stata contattata da lui. "Sono la sorella di Giandavide De Pau... allora... le spiego... mio fratello è sparito da ieri, sotto l'uso di sostanze, completamente fuori di testa, una persona che non sta bene quando fa uso di sostanze... L'ho sentito questa notte e parlava di donne uccise, di sangue, di coltelli e di cose varie". "E che le ha detto signora?", chiedono i carabinieri. "Mi ha detto che c'era sangue - prosegue la donna - perché quella stava nel letto, perché poi c'erano i servizi segreti, perché poi lui diventa matto quando fa uso di sostanze. Dice c'era sangue, non so se sono stato io... io non mi ricordo niente".

 

"Lo amo ma non potevo non denunciarlo" - "Amo mio fratello, ma non potevo non denunciarlo. C'era di mezzo la morte di tre donne" - ha spiegato la sorella dell'uomo in un'intervista a  La Stampa -. "Che potevo fare? Dovevo rimanere zitta? È giusto che mio fratello paghi per quello che ha fatto - spiega -. Io e mia madre gli vogliamo bene, ma stiamo male anche per quello che è successo a quelle tre poverette". Che l'assassino fosse lui "l'ho intuito subito appena ho visto la notizia in tv. So che mio fratello va a prostitute e poi quando prende la droga perde la testa. In quei momenti è capace di tutto. Prati, inoltre, è abbastanza vicino alla Balduina, dove abita. All'inizio non mi rispondeva. Poi alla fine siamo riusciti a parlarci al cellulare e diceva frasi sconnesse. Parlava di un coltello, di sangue, di prostitute. Ho capito che si stava riferendo all'omicidio di cui parlavano alla tv".

"Mio fratello è malato, ha bisogno di cure" - I carabinieri li ha avvisati venerdì mattina. L'uomo è arrivato a casa sua "nella notte tra venerdì e sabato. Era in uno stato tremendo, sembrava sballato per la droga. Straparlava. Aveva un giubbotto blu chiaro con delle macchie che sembravano sangue. Giandavide è malato, ha bisogno di cure. In passato un po' non lo hanno curato bene, un po' lui ha rifiutato gli aiuti che gli venivano offerti. E poi di sicuro non gli ha fatto bene stare in carcere". 

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