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Strage del bus ad Avellino, assolto l’ad di Autostrade

Logo La Stampa La Stampa 5 giorni fa
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Giovanni Castellucci, ad di Autostrade per l’Italia, è stato assolto nel processo per il bus caduto nella scarpata della A16. Per lui l’accusa aveva chiesto una condanna a 10 anni di reclusione. La sentenza è stata letta in questi minuti dal giudice monocratico del tribunale di Avellino Luigi Buono.

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Il bus Volvo bianco percorreva l’autostrada A16 Napoli-Canosa, imboccata al casello di Benevento, per dirigersi verso Napoli e poi a Pozzuoli, dove la maggior parte dei viaggiatori risiedeva. Ma il pullman guidato da Ciro Lametta, partito da Pozzuoli 3 giorni prima per andare a Telese Terme e Pietrelcina, a Pozzuoli non è maiarrivato. Superata l’uscita Avellino Est i passeggeri avvertirono sotto il pianale del bus strani rumori, via via più forti. Il mezzo supera l’uscita di Avellino Ovest e comincia la lunga salita in territorio di Monteforte Irpino. C’è un tunnel, e lì i rumori si avvertono distintamente. Nel bus cala il silenzio e i passeggeri cominciano a mugugnare e a chiedere all’autista di fermarsi e di controllare cosa stia accadendo. Ciro Lametta tira dritto. Ma dopo il tunnel comincia una lunga discesa, ed è in quel momento che un giunto dell’albero di trasmissione si rompe e trancia l’impianto frenante.

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I resti dell’autobus precipitato

Neppure il freno motore riesce a far rallentare la marcia. Nel pullman si scatena il panico. Il Volvo Bianco non riesce a spostarsi sulla corsia di emergenza, urta varie auto, a oltre 100 chilometri orari urta per la prima volta la barriera del viadotto Acqualonga. Rimbalza, e poi tampona, sperona altre auto e ritorna contro la barriera, che per la seconda volta respinge il mezzo pesante, che continua a urtare altre auto. Ne colpirà dieci prima di arrivare quasi parallelo ai new jersey esterni del viadotto. L’ultimo impatto provoca il distacco della barriera, che quasi integra si stacca dal cordolo del ponte e precipita. Il bus resta sospeso per una manciata di secondi nel vuoto e poi precipita con l’avantreno che si incastra nel terreno della scarpata Acqualonga. Sono i secondi più lunghi della vita di 9 persone, gli unici sopravvissuti della comitiva di 49 persone.

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I funerali solenni si sono svolti il 31 luglio nel palazzetto dello sport di Pozzuoli. Un dolore composto di tutta una comunità con le più alte cariche dello Stato a rendere omaggio alle vittime e ad assicurare verità e giustizia ai familiari.

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