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Vince Frailis, centrosinistra: ma in Sardegna è astensione record

Logo Corriere della Sera Corriere della Sera 21/01/2019 Alberto Pinna
© Fornito da RCS MediaGroup S.p.A.

Il nuovo deputato di Cagliari è, a sorpresa, Andrea Frailis (centro sinistra) ma chi ha veramente vinto le suppletive è il partito dell’astensione: ha votato il 15,6 per cento. A scrutinio terminato a Frailis è andato il 40,5 per cento dei voti, a Luca Caschili (5Stelle) il 29, a Daniela Noli (centrodestra, militante di Forza Italia) il 28. Giornalista, 62 anni, Frailis ha lavorato per decenni nella tv privata Videolina ed è andato da poco in pensione. Il suo imprevisto exploit è stato attribuito alla bassissima affluenza (che avrebbe favorito il centro sinistra, con elettori più fidelizzati) ma soprattutto a Massimo Zedda, sindaco di Cagliari e candidato presidente della Regione alle elezioni fissate per il prossimo 24 febbraio.

Zedda si è molto impegnato per una coalizione allargata e «civica», ha voluto per le suppletive della Camera un candidato «indipendente», si è speso al suo fianco e ha marcato il distacco dai partiti tradizionali, assumendo un atteggiamento defilato e non richiedendo la presenza in campagna elettorale di alcuno degli esponenti nazionali del Pd. In Sardegna sono invece venuti nell’ultima settimana Berlusconi, che a Cagliari ha annunciato la sua candidatura alle europee, e Salvini, alla guida di una ricompattata coalizione composta oltre che da Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e alleati minori, anche dal Partito Sardo Azione, in un’alleanza che sarà replicata alle imminenti regionali con il senatore sardista Cristian Solinas, candidato alla presidenza della Regione.

Di Maio e Toninelli hanno cercato di difendere il seggio che è stato di Andrea Mura, dimessosi da deputato ed espulso dai 5Stelle dopo le polemiche sulle sua scarse presenze ai lavori parlamentari e la mancata rinuncia alle regate internazionali. Sull’enorme astensione la sequenza dei rilevamenti ai seggi dice tutto: 4,38 per cento a mezzogiorno, 11 per cento alle ore 19, il 15,6 per cento a urne chiuse: hanno votato meno di 40 mila dei 240 mila aventi diritto. È il dato di gran lunga più basso mai registrato in Sardegna e, su base regionale, in Italia. La disaffezione dei sardi è dunque la prima indicazione del test dal quale gli schieramenti politici attendevano lumi in vista delle prossime scadenze elettorali: regionali in Abruzzo il 10 febbraio, Sardegna il 24 febbraio, in Basilicata a marzo e soprattutto per le Europee di maggio.

Si è votato nel capoluogo e in 7 comuni dell’area metropolitana. Era una tornata elettorale importante soprattutto per i 5Stelle, che alle politiche del 4 marzo scorso in Sardegna hanno fatto l’en plein, vincendo in tutti i collegi e mandando in parlamento 11 deputati e 5 senatori, con percentuali altissime, oltre il 42 per cento, e dovevano verificare la capacità di tenuta dopo i primi mesi di esperienza al governo. Ora invece l’imprevista sorpresa del centro sinistra, il 4 marzo nel collegio di Cagliari appena sotto il 20% (con il Pd in Sardegna al 15), può riaprire i giochi per le imminenti elezioni regionali.

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