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Berlusconi e l'audio choc del magistrato

Logo Quotidiano.Net Quotidiano.Net 30/06/2020
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Roma, 30 giugno 2020 - Dopo sette anni, torna alla ribalta la vicenda giudiziaria che portò alla condanna definitiva in Cassazione per il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi. È una registrazione audio, mandata in onda dalla trasmissione di Rete4 “Quarta Repubblica”, a riaprire il dibattito sul rapporto tra politica e giustizia. Nell'audio si sentono le parole del magistrato Amedeo Franco, relatore in Cassazione nel processo Mediaset in cui il Cavaliere riportò la condanna per evasione fiscale passata in giudicato il 30 luglio 2013, sfociata poi il 27 novembre dello stesso anno nell'espulsione dal Senato in forza della legge Severino.

L'audio del magistrato su Berlusconi

Quel processo, secondo il magistrato, fu “un plotone d'esecuzione”. Ecco che cosa diceva il giudice: “Berlusconi deve essere condannato a priori perché è un mascalzone! Questa è la realtà... A mio parere è stato trattato ingiustamente e ha subito una grave ingiustizia... L'impressione è che tutta questa vicenda sia stata guidata dall'alto”. Franco avrebbe pronunciato queste frasi proprio nel 2013 in un incontro, dopo la sentenza di condanna, con Berlusconi e alcuni testimoni, uno dei quali avrebbe registrato la conversazione. E ancora Franco diceva: “In effetti hanno fatto una porcheria perché che senso ha mandarla alla sezione feriale? Voglio dirlo per sgravarmi la coscienza, perché mi porto questo peso del... ci continuo a pensare. Non mi libero... Io gli stavo dicendo che la sentenza faceva schifo”. Il senso è che “sussiste una malafede del presidente del Collegio, sicuramente”, facendo riferimento alla tesi secondo cui il magistrato Antonio Esposito, presidente della sezione feriale della Cassazione che emise la sentenza di condanna, sarebbe stato “pressato” perché il figlio, anche lui magistrato, era indagato dalla Procura di Milano per “essere stato beccato con droga a casa di...”.  Franco concludeva che “si poteva cercare di evitare che andasse a finire in mano a questo plotone di esecuzione, come è capitato, perché di peggio non poteva capitare”. Naturalmente la divulgazione della registrazione di Amedeo Franco ha scatenato la reazione indignata del centrodestra ma non solo.

Le reazioni

Tra i commenti spicca quello di Franco Coppi, che nel 2013 era tra gli avvocati di Berlusconi: “Sono sempre stato sorpreso da quella sentenza, una decisione che andava contro la giurisprudenza”. Ma è dalle parti di Forza Italia che la reazione è stata molto più forte. Il vicepresidente del partito, Antonio Tajani, parla di “golpe giudiziario non solo contro Berlusconi ma contro la democrazia” e invoca, insieme ad altri esponenti azzurri, l'istituzione di una commissione d'inchiesta. E alla Camera il gruppo parlamentare forzista ha esposto cartelli e striscioni “Verità per Berlusconi” e “Giustizia per Berlusconi”. Al Senato, invece, la capogruppo Anna Maria Bernini e Licia Ronzulli hanno rilanciato la proposta di nominare Berlusconi senatore a vita “per ripagarlo in parte dall'indegna cacciata dal Parlamento del 2013”. Tra le altre reazioni quella di Matteo Salvini. Il leader della Lega esprime la sua “solidarietà a Silvio Berlusconi per il processo farsa di cui è stato vittima” e promette una “profonda riforma della giustizia”. Dal fronte del centrodestra, è invece Matteo Renzi a commentare: “Non so dove sia la verità ma so che un Paese serio su una vicenda del genere non può far finta di nulla”.

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