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Chef Rubio attacca così la piazza anti-Conte: "Perché la polizia non li ha pestati come l’uva?"

Logo Il Giornale Il Giornale 10/09/2019 Francesco Curridori
foto d'archivio © Fornito da Il Giornale Online SRL foto d'archivio

Chef Rubio anche stavolta ha fatto un'ennesima uscita decisamente fuori luogo. "Perché nessuno è stato pistato (pestato ndr) come l'uva? Perché nessun manifestante è stato perquisito, schedato e/o gonfiato di botte? Semplice: perché non c'erano Forze dell'ordine avvelenate o schierate", ha twittato ieri Gabriele Rubini commentando una foto della manifestazione del centrodestra in piazza Monte Citorio mentre alla Camera era in corso il voto di fiducia sul Conte-bis.

"Evidente disparità di trattamento in base all'ideologia politica", ha aggiunto il noto cuoco e presentatore tv che ha concluso il suo ragionamento con l'hasthag #dittatura. Un tweet al veleno che ha mandato (giustamente) su tutte le furie i sindacati delle forze dell'ordine. Valter Mazzetti, segretario generale dell'Fsp Polizia di Stato, ha parlato di "incredibile, irresponsabile, diffamatoria uscita di chef Rubio che, andando al di là di ogni limite della sfrontatezza, accusa donne e uomini in divisa di non aver picchiato i manifestanti presenti ieri a Roma". Mazzetti critica chi, come Rubio, "si mette a sentenziare sulla bontà dell'operato delle Forze dell'ordine, sulla legittimità del loro ruolo, sulla professionalità della loro azione, sulla indiscussa lealtà dei loro appartenenti, oltre tutto senza la pur minima competenza in materia". Il segretario dell'Fsp conclude senza aggiungere altri commenti ma sottolineando che "un tale atteggiamento non deve passare inosservato, come fosse assolutamente normale poter gettare fango e discredito sugli appartenenti alle Forze dell'ordine". Rubio risponde con un nuovo cinguettìo: "Caro #ValterMazzetti, qui la spiegazione che ho dato agli analfabeti funzionali presenti in rete pe' faje comprende 'r senso dell'italiano utilizzato nel mio tweet: il mio non era un invito a manganellare ma una sorpresa che si possano fare dimostrazioni di piazza senza cariche".

Sul caso è intervenuto anche Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap), che, in una nota, ha voluto ricordare allo chef"che la Polizia, le Forze dell'Ordine e le Istituzioni, non hanno colore politico ma servono il Paese". E ancora:"Il diritto a manifestare è sacro e garantito dalla Costituzione purché avvenga in maniera pacifica e senza armi. Avvelenati e schierati, per dirla alla Rubio sono quei manifestanti che scendono in piazza con volto travisato, spranghe, sassi e molotov, distruggendo auto e vetrine di locali commerciali, minando la convivenza civile". In caso di disordini, spiega Paoloni, le Forze dell'Ordine "sono obbligate all'uso della forza per comprimere la violenza e garantire la sicurezza e la libertà di chi la pensa diversamente o utilizza strumenti pacifici per manifestare il proprio pensiero". Anche in questo caso Chef Rubio replica con un tweet parlando del G8 di Genova del 2001 quando, secondo lui, è stato negato il diritto di manifestare a "inermi e pacifici cittadini" che "sono stati brutalmente caricati".

Perché nessuno è stato pistato come l'uva? Perché nessun manifestante è stato perquisito, schedato e/o gonfiato di botte? Semplice: perché non c'erano forze dell'ordine avvelenate o schierate. Evidente la disparità di trattamento in base all'ideologia politica. #Dittatura pic.twitter.com/UsaRnsnn6h

- Chef Rubio (@rubio_chef) September 9, 2019
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