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Governo, concluso il contratto, trattativa finita

Logo Italia Oggi Italia Oggi 16/05/2018 Giampiero Di Santo
Governo, dai mercati no al contratto M5S-Lega © ItaliaOggi Governo, dai mercati no al contratto M5S-Lega

La trattativa sul contratto di programma M5s-Lega è conclusa. Un applauso ha suggellato l'intesa su un accordo di 40 pagine e poco più di 22 punti. Dal testo sarebbe stata cancellato qualsiasi riferimento all'uscita dall'euro e non si parla di referendum, mentre si specifica che ogni posizione sul tema europeo andrà verificata con i partner europei dell'Italia. Ci sarebbe invece un capitolo dedicato ai vaccini, anche se i dettagli non sono ancora noti. Chi ha partecipato al tavolo spiega che su pochi argomenti manca ancora un'accordo definitivo, che ora dovranno trovare i leader, Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Come ad esempio sulla gestione dei flussi migratori, sulla quale la distanza non appare incolmabile. Il programma dovrà ora essere sottoposto ai due leader Luigi Di Maio e Matteo Salvini chiamati ad affrontare le ultime asperità."Si tratta di 6 punti, appena 6 righe" minimizza Casalino. In mattinata, del resto, Salvini e Di Maio avevano manifestato ottimismo. Il leader del Carroccio ha affermato che lui e il capo politico pentastellato potrebbero salire al Quirinale prima di lunedì. E a proposito della reazione dei mercati alle notizie sui contenuto dell’accordo ha sottolineato: "Provano a fermarci coi soliti ricatti dello spread che sale, delle Borse che scendono e delle minacce europee. Stavolta si cambia, più lavoro e meno clandestini, più sicurezza e meno tasse". E sottolinea: "Un leghista al Viminale sarebbe una garanzia per rimpatri ed espulsioni". Assicura che è stato trovato un punto di incontro su "come smontare la legge Fornero". E conclude: "Salvini premier? Sarebbe l'onore più grande del mondo. Ma se avessi la certezza, anche non da premier, di fare molte cose utili per voi, mi metto in gioco e se serve faccio un passo di lato". Dello stesso tenore, più o meno, le dichiarazioni di Di Maio, che attribuisce “agli eurocrati” il tentativo di ostacolare la presa dal palazzo di Inverno da parte delle truppe salviniangrilline: “Stiamo cercando una soluzione politica per la premiership, nei tecnici non ci credo. Se serve a far partire il governo, io e Salvini siamo pronti anche a starne fuori". E quanto al rapporto con l'Europa chiarisce: "Massimo dialogo ma l'Italia non può essere più subalterna alle dinamiche di qualche eurocrate. Più ci attaccano e più mi fanno capire che siamo sulla strada giusta. Noi abbiamo portato a casa risultati incredibili, l'acqua pubblica, il reddito di cittadinanza, la riduzione dei costi della politica, la riduzione del numero dei parlamentari". Rocco Casalino, capo della comunicazione del M5S sottolinea che le distanze tra i due partiti sono ormai quasi colmate: “Siamo alle ultime limature del contratto per far sì che passi il vaglio dei due leader". Salvini e Di Maio, aggiunge il capogruppo M5S al senato Danilo Toninelli, avranno l'ultima parola su "quattro o cinque punti. Una volta sciolti questi nodi si fanno i nomi e si parte". Secondo quanto riferiscono fonti qualificate, nella giornata ci sarà un nuovo incontro fra i due leader. Che dovranno superare l'ostacolo finale: la scelta del premier. L'ipotesi di una staffetta a Palazzo Chigi fra M5s e Lega non è del tutto tramonata, mentre prende quota l'idea di affidare la presidenza del consiglio a un esponente pentastellato che non sia Di Maio. Il nome che circola più insistentemente è quello del deputato cinquestelle Alfonso Bonafede. Ma avanza anche la candidatura di Emilio Carelli,che risulterebbe gradito anche alla Lega. Carelli, neoeletto con il Movimento, è stato direttore di SkyTg24 e ha un importante passato a Mediaset e nelle tivù di Silvio Berlusconi Sarà anche un documento vecchio, datato e perciò smentito. Ma la reazione dei mercati alla bozza di contratto di governo, nella parte in cui si propone di chiedere alla Banca centrale europea la cancellazione di 250 miliardi di debito dell'Italia ha di certo provocato una forte perturbazione sui mercati. Milano resta la Borsa peggiore in Europa, in calo del 2,29%%.  I timori di politiche aggressive verso l'Europa e le tensioni geopolitiche mondiali pesano sull'euro (a 1,1795 sul dollaro). E lo spead tra Bund decennale tedesco e Btp è salito a oltre 150 punti, per poi migliorare lievemente a 147,6 punti. A Piazza Affari continua a soffrire Mediaset (-5,22%), nel giorno della stretta sul governo giallo-verde e del rinvio a giudizio di Berlusconi per corruzione a Roma nel procedimento Ruby Ter. Giù anche le banche. Insomma, le anticipazioni dell'Huffington post sul contratto di governo,  cancellazione di 250 mld di debito e reddito di cittadinanza finanziato anche da Bruxelles sono due ipotesi certo non gradite in Europa e dai mercati finanziari. E anncora più preoccupante è la creazione di un "comitato di riconciliazione"composto dal premier e dai leader di Lega e M5s che avrà l'incarico di appianare le divergenze tra i due partiti. Una sorta di consiglio dei ministri parallelo, chiamato a intervenire nel caso di imprevisti. Certo, secondo quanto dichiarato  "Il contratto di governo pubblicato dall'Huffington Post è una versione vecchia che è stata già ampiamente modificata nel corso degli ultimi due incontri del tavolo tecnico", hanno fatto sapere, a pochi minuti dalla pubblicazione del documento sul sito diretto da Lucia Annunziata, i vertici del Carroccio e del Movimento 5 Stelle in una nota congiunta. "La versione attuale non corrisponde a quella pubblicata".
Resta il fatto che il documento parla chiaro. Lega e M5s intendono dunque chiedere alla Bce guidata da Draghi di cancellare ben 250 miliardi di titoli di stato che l'istituto di Francoforte avrà in pancia alla fine del quantitative easing. "La loro cancellazione vale circa 10 punti percentuali", quantifica il documento. Quanto al reddito di cittadinanza (si parla di 780 euro mensili, per i quali è previsto uno stanziamento di 17 miliardi annui), la cosa interessante è che alcune risorse dovrebbero arrivare da Bruxelles: "Andrà avviato un dialogo nelle sedi comunitarie al fine di applicare il provvedimento A80292/2017 del parlamento europeo, che garantirebbe l'utilizzo del 20 per cento della dotazione complessiva del Fondo Sociale Europeo per istituire un reddito di cittadinanza anche in Italia".
Ma il punto più dirompente riguarda l'istituzione del "comitato di riconciliazione", una struttura parallela al Consiglio dei ministri che sarà composta dal futuro premier, dal segretario della Lega e dal leader politico del M5s e avrà il compito di appianare le divergenze tra i due partiti. È qui che verranno discusse "tematiche estranee al presente contratto ovvero questioni di carattere d'urgenza e/o imprevedibili al momento della sottoscrizione di questo contratto". Sarà dunque il "comitato di riconciliazione" e non il Consiglio dei ministri a dover discutere su "crisi internazionali, calamità naturali, problemi di ordine e di salute pubblici". Un accordo, scrive l'HuffPost, che profila la più radicale delle riforme. Che non solo entra nelle competenze del Consiglio dei Ministri ma sotto "controllo" lo stesso Presidente del Consiglio. Intanto in mattinata ha ripreso i suoi lavori a Montecitorio il tavolo tecnico M5S-Lega sul programma di governo. "Mi auguro che si chiuda per oggi", ha detto Rocco Casalino del M5S.


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