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I fondi Ue a rischio per i ritardi sulla Tav

Logo Lettera 43 Lettera 43 06/12/2018 Lettera43
© News 3.0

«Come qualsiasi altro progetto della Connecting Europe Facility, ritardi nella sua attuazione potrebbero portare a una riduzione dei fondi Ue assegnati», che per la prima fase dei lavori della Tav sono 814 milioni di euro. Lo ha ricordato un portavoce della Commissione Ue dopo le decisioni del ministro dei Trasporti Toninelli di rinvio al 2019. Infatti «ora il progetto vede alcuni ritardi, inclusi quelli relativi alla sospensione del processo di appalto recentemente annunciato dalle autorità italiane», ha precisato il portavoce. «Sulla Tav io tifo per il sì sempre e comunque. Aspettiamo l'esame finale dei tecnici ma l'Italia ha bisogno di più infrastrutture non di meno infrastrutture», ha detto intanto il ministro dell'Interno Matteo Salvini a Radio anch'io, mettendo in luce ancora una volta le differenze interne al governo.

«La Commissione Ue non può escludere di chiedere all'Italia di ripagare i contributi Cef già avuti se i fondi non possono essere ragionevolmente spesi in linea con le scadenze dell'accordo di finanziamento, in applicazione del principio 'usare o perdere i fondi'», ha detto il portavoce, «al momento non può essere indicata una cifra», ma, ha sottolineato, «speriamo questo non succeda perché pensiamo che la Torino-Lione sia un progetto importante». «È importante che tutte le parti mantengano i loro sforzi per completare» la Tav «in tempo, in linea con l'accordo di finanziamento», in quanto si tratta di «un progetto importante non solo per la Francia e l'Italia ma per l'intera Ue, soprattutto nel contesto del corridoio Ue Ten-T Mediterraneo».

TONINELLI: «FONDI NON A RISCHIO»

«L'interlocuzione che in queste settimane ho svolto con il governo francese e che attualmente è in corso con la Commissione europea ha lo scopo di portare avanti» la condivisione dell'analisi costi-benefici della ferrovia Tav Torino-Lione «senza compromettere la disponibilità del finanziamento europeo», ha detto il ministro Danilo Toninelli rispondendo in Senato a un'interrogazione del Pd che chiedeva di conoscere i tempi di completamento dell'analisi costi-benefici «attesa fra ottobre e novembre e poi posticipata».

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