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Il confronto (a distanza) tra Mattarella e Salvini è diventato un conflitto

Logo AGI AGI 12/09/2018
© Fornito da AGI - Agenzia Giornalistica Italia Spa

Che non sarebbe stato un idillio lo si era capito già durante la nascita del governo Conte, ma con il botta e risposta di oggi il rapporto tra Sergio Mattarella e Matteo Salvini entra ufficialmente in una fase conflittuale, anche se dal Quirinale come dal quartier generale della Lega si usano mille cautele, si getta acqua sul fuoco e si fanno entrare in campo le diplomazie. 

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Le parole nude e crude vedono da un lato il Presidente della Repubblica ricordare a tutti i cittadini, compresi quelli che hanno incarichi pubblici che le leggi vanno rispettate.

"E' buona regola, del resto, che i poteri statali non si atteggino ad ambienti rivali e contrapposti ma collaborino lealmente al servizio dell'interesse generale"

E dall'altro lato Matteo Salvini rispondere che andrà avanti comunque sulla linea nei confronti dei migranti a prescindere dalle inchieste della magistratura.

"Il presidente Mattarella oggi ha ricordato che 'nessuno è al di sopra della legge''. Ha ragione e per questo, io, rispettando la legge, la Costituzione e l'impegno preso con gli italiani, ho chiuso e chiudero' i porti a scafisti e trafficanti di esseri umani. Indagatemi e processatemi, io vado avanti. Porti chiusi e cuori aperti". 

Poi certo ci sono tutti i distinguo del caso i tentativi di non aprire uno scontro al calor bianco. Mattarella oltre alla tirata d'orecchie ai politici che si considerano al di sopra delle leggi fa anche un secco richiamo ai magistrati perché non si facciano influenzare dalla politica.

"Come hanno disposto i costituenti, nel nostro ordinamento non esistono giudici elettivi. I nostri magistrati traggono legittimazione e autorevolezza dal ruolo che loro affida la Costituzione. Non sono, quindi, chiamati a seguire gli orientamenti elettorali ma devono applicare la legge e le sue regole".

Anche nelle scorse settimane il Quirinale aveva cercato di evitare in ogni modo il muro contro muro, glissando e attenuando, pur tenendo fermi alcuni principi fondamentali. Per questo aveva sempre preferito compiere la sua opera di moral suasion sul Presidente del Consiglio Giuseppe Conte lasciando a lui il compito di smussare gli spigoli più acuti delle dichiarazioni e delle politiche del vicepremier del Carroccio. Sui grandi principi però il Presidente della Repubblica non intende deflettere e lo scontro istituzionale così aperto tra un ministro e la magistratura, come quello aperto dopo l'arrivo dell'avviso di garanzia a Matteo Salvini sul caso della nave Diciotti, lo ha allarmato.

Per questo con tutte le cautele del caso ha voluto rimettere infila l'ordine delle cose dal punto di vista della Costituzione e ha sollecitato la massima collaborazione tra i poteri dello Stato. Ma il leader della lega, Ministro dell'Interno e vicepremier si sente forte del sostegno popolare e ritiene che la legittimazione giunta dal voto alle sue politiche faccia premio. Due diverse concezioni di democrazia che si sono scontrate nei mesi passati, si scontrano oggi e potrebbero continuare a collidere anche nei prossimi mesi. 

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