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Legge bilancio, i bersaniani minacciano il governo: Ora i nostri voti non sono scontati

Logo Il Giornale Il Giornale 13/09/2017 Raffaello Binelli

Il passo indietro sullo ius soli (il diritto alla cittadinanza per chi nasce in Italia) e lo stallo alla Camera sulla riforma elettorale potrebbero avere un effetto a catena sulla tenuta dell'esecutivo. Ad aprire le danze è Mdp, che avverte il governo: non garantiamo più il sostegno su Def e legge di Bilancio. In altre parole, la maggioranza non è più scontata. L'annuncio arriva da Alfredo D’Attorre: Abbiamo dato al governo e al Pd la nostra disponibilità a una conclusione ordinata e proficua della legislatura sui temi principali, ma i fatti ci dicono che ieri il Pd ha affossato lo ius soli al Senato e oggi rischia di affossare definitivamente la legge elettorale alla Camera. Se questi sono i frutti avvelenati del rinnovato fidanzamento tra Renzi e Alfano, nessuno può pensare che noi staremo lì a reggere il moccolo gratis et amore Deo.

Ma quindi ora cosa accadrà? Per le prossime scadenze, in primis la legge di Bilancio, per i bersaniani di Mdp varrà dunque il liberi tutti. E avverte: Non saremo corresponsabili di una conclusione insensata della legislatura.

Speranza e Bersani © Lapresse Speranza e Bersani

L'avvertimento dei bersaniani è chiaro Abbiamo dato la disponibilità a concludere utilmente la legislatura ma mi pare che nel Pd stia prevalendo una linea irresponsabile. A questo punto - conclude D' Attorre - è bene che ognuno si assuma le proprie responsabilità.

Per D’Attorre sul piano democratico e istituzionale è gravissima la melina sulla legge elettorale. Il Pd utilizza come pretesto la norma sul Trentino Alto Adige, è una scusa che non sta in piedi anche perchè c’è la possibilità sia alla Camera sia al Senato di trovare una soluzione. C’è la disponibilità nostra e di altre forze di opposizione come Forza Italia. Questo alibi - ribadisce - non sta in piedi e se nella conferenza dei capigruppo di oggi lo utilizza per far saltare la calendarizzazione della legge elettorale in Aula a settembre significa che c’è la scelta di non fare la riforma. A quel punto si lacera il tessuto di lealtà e di collaborazione ragionevole e tutti si assumeranno le proprie responsabilità. Sarà evidente che la bussola è l’accordo tra Pd e Alfano, che affossa lo ius soli e impedisce la nuova legge elettorale perchè ha bisogno delle soglie basse, i capilista bloccati e le pluricandidature. Una deriva inaccettabile.

Scegli tu!
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