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M5S, Di Battista: "Se cade il governo, mi ricandido al 100%. E chiedo deroga alla regola dei due mandati"

Logo La Repubblica La Repubblica 19/06/2019
© Fornito da La Repubblica

Alessandro Di Battista ragiona sulla caduta del governo. L'ex deputato 5Stelle - diventato un po' spina nel fianco di Luigi Di Maio - ospite di Otto e mezzo assicura che sarà in campo in caso di elezioni anticipate. "Mi candiderei al 100 per cento", dice. Intanto spende parole a favore di una deroga per la regola interna del tetto dei due mandati, che taglierebbe fuori proprio Di Maio (perché il leader pentastellato è già stato eletto due volte in Parlamento): "Chiedo - dice Di Battista - di non contare questa legislatura". Una deroga che riguarderebbe molti altri parlamentari attualmente in carica, magari preoccupati dalla caduta anticipata del governo.  Quanto alle intenzioni di Salvini, dice: "Mi auguro da cittadino che il governo non cada, se Salvini vuole far cadere il governo per ragioni elettorali sono affari suoi".

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E al leader della Lega non risparmia critiche:  "Salvini è efficace in questa fase ma attenzione perché anche Renzi è stato efficace, in una certa fase. Ma tra essere furbi e essere bravi, c'è una bella differenza...". Poi difende la sindaca di Roma, Virginia Raggi, che oggi è stata nuovamente attaccata dal ministro dell'Interno: "La sosterrò sempre, mi auguro che questi ultimi due anni siano migliori. Sostengo Virginia Raggi in modo ancora più forte. Raggi ha contro tutto e tutti. Io sarò sempre grato a questa donna coraggiosa".

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Negli ultimi giorni il nuovo libro di Di Battista, con critiche alla linea dei 5Stelle, ha provocato nuove tensioni con il capo politico pentastellato. Di Maio ha fatto sapere di non averlo letto: "Sono attivista del M5S, esponente, mi sono guadagnato sul campo il diritto e il dovere di dire la mia. Questo libro, chi lo ha letto lo sa che è un atto di amore verso il Movimento in una fase di  sviluppo e di passaggio, è stato un anno difficile. È a sostegno del Movimento e di Luigi Di Maio. Sostengo molto il movimento". E ancora: "Nel mio libro scrivo di quando ho mandato un sms a Salvini scrivendogli: 'Molla Berlusconi, mollalo sul serio non solo il partito ma i costumi e gli usi del berlusconismo'".

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