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M5S, primarie blindate per Di Maio: chi perde non potrà candidarsi in Parlamento

Logo Il Mattino Il Mattino 12/08/2017
Beppe Grillo e Davide Casaleggio © Ansa Beppe Grillo e Davide Casaleggio

Chi perde le primarie online indette per scegliere il candidato alla Presidenza del Consiglio del Movimento 5 Stelle non potrà ricandidarsi come parlamentare per la prossima legislatura. Sarebbe questa una delle opzioni al vaglio dei vertici M5S, che stanno lavorando per definire le regole con cui avverrà la selezione del candidato premier 5 Stelle.  Un paletto - si ragiona in ambienti del Movimento - che potrebbe servire a compattare la truppa parlamentare attorno a una leadership solida, neutralizzando così potenziali scontri tra correnti e guerre intestine, con l'effetto inevitabile di 'blindarè la corsa verso Palazzo Chigi di Luigi Di Maio, a oggi l'unico vero candidato ufficiale. Il vicepresidente della Camera sta girando la Sicilia insieme ad Alessandro Di Battista per sostenere la candidatura di Giancarlo Cancelleri alla presidenza della regione (il tour si è interrotto il 10 agosto ma riprenderà il 19 da Gela).  E proprio nella terra dei fichi d'India qualche giorno fa è arrivato il pesante endorsement di Di Battista a Di Maio: «Sarei molto felice di avere Luigi come candidato premier», ha detto il deputato romano, sottolineando che «me la carriera politica tout court non ha mai interessato particolarmente, mi interessa risolvere i problemi».

Secondo fonti parlamentari, anche il senatore Nicola Morra avrebbe manifestato la sua disponibilità a partecipare al voto che dovrà incoronare il candidato M5S per Palazzo Chigi. Il parlamentare eletto in Calabria spiega: «Se serve, sono a disposizione per qualunque ruolo, ma il mio ego non mi fa autocandidare...». Poi precisa: «Confermo che non è mia intenzione candidarmi... conosco i miei limiti».  Non ha ancora sciolto le riserve circa una sua possibile discesa in campo, invece, Roberto Fico, il principale esponente della cosiddetta ala ortodossa. Ma è lo stesso deputato, con un post su Facebook, a ridimensionare la portata della consultazione: «Il vero candidato premier del Movimento per me è il programma di governo», scrive Fico, dicendosi non interessato ai «giochi di potere».

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