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Morto a 86 anni Valerio Onida, ex presidente della Corte Costituzionale

Logo Corriere della Sera Corriere della Sera 14/05/2022 Luigi Ferrarella

Valerio Onida, costituzionalista e accademico italiano, giudice costituzionale dal 1996 al 2005, Presidente della Corte costituzionale dal 22 settembre 2004 al 30 gennaio 2005 e professore emerito di diritto costituzionale presso l'Università degli Studi di Milano, si è spento a 86 anni il 14 maggio 2022. L’umiltà e la passione. L’umiltà: quella di un presidente della Corte Costituzionale che, appena cessato il proprio servizio alla Consulta, aveva subito iniziato a fare volontariato nel carcere di Bollate aiutando i detenuti a stilare i ricorsi alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, e se l’ultimo degli ultimi reclusi gli rivolgeva la parola non c’era telefonata di personaggio «importante» che potesse distoglierlo da quell’ attenzione alla persona. E la passione, per l’insegnamento ai suoi studenti all’università: assorbente qualunque altra cosa, al punto che ancora c’è chi si ricorda la volta in cui, mentre lo attendeva un prestigioso convegno, vi arrivò invece in ritardo di un’ora e mezza perché non la finiva più di voler provare a tirare fuori ermeneuticamente il meglio (e un meglio che magari valesse almeno uno striminzito 18) da uno studente poco preparato, che qualunque altro docente dopo 10 minuti avrebbe sbrigativamente già liquidato con una bocciatura.

Umiltà e passione sono state, quasi prima ancora della straordinaria levatura scientifica, le cifre di Valerio Onida, per nove anni dal 1996 giudice della Corte Costituzionale di cui è stato presidente dal 22 settembre 2004 al 30 gennaio 2005, morto a 86 anni, assistito dalla moglie, cinque figli e sei nipoti. Professore ordinario di Diritto costituzionale all’Università degli Studi di Milano dal 1983 al 2009, punto di riferimento di una nidiata di allievi della sua «scuola» universitaria (soprattutto a Milano, Brescia e Verona) dalla quale è uscita anche la pure poi presidente della Consulta e oggi ministro della Giustizia Marta Cartabia (che con lui si laureò nel 1987), presidente per un triennio dell’Associazione Italiana dei Costituzionalisti, il suo impatto scientifico può essere (seppure a fatica per la sua vastità) ripercorso nel volume «Alle frontiere del diritto costituzionale. Scritti in onore di Valerio Onida» (Giuffrè, 2011), curato dalle professoresse (e sue allieve) Marilisa D’Amico e Barbara Randazzo, con la quale Onida nel 2012 aveva fondato uno studio di avvocati nel campo della tutela dei diritti.

Battutosi nel 2016 per il no al referendum sulle modifiche costituzionali caldeggiate dal premier Matteo Renzi, nel 2013 era stato invitato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a far parte del «gruppo dei Dieci saggi» che dovevano preparare iniziative di leggi nel campo economico e sociale, mentre tre anni prima si era candidato alle primarie del centro-sinistra per le elezioni del Comune di Milano, vinte dal poi sindaco Giuliano Pisapia. Commentatore sui temi della giustizia costituzionale per il Corriere della Sera e il Sole 24 Ore, da presidente per quattro anni del Comitato direttivo della Scuola Superiore della Magistratura aveva cercato di rompere l’autoreferenzialità della categoria e aprire il più possibile i corsi a saperi esterni. Succeduto al presidente emerito della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro nel 2011 alla presidenza del Consiglio generale dell’Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia, presiedeva la Fondazione per le scienze religiose «Giovanni XXIII» di Bologna.

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