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Salvini a Calenda: "Mai con il Pd". E avverte: "Se vinco le regionali, governo in 15 giorni"

Logo La Repubblica La Repubblica 16/04/2018

ROMA - Parla durante un tappa della campagna elettorale in Molise, Matteo Salvini. Stronca il ragionamento fatto dal ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda,  in un'intervista a Repubblica, su un governo di transizione che coinvolga tutte le forze politiche. Replica irritato ai veti di Luigi Di Maio sul centrodestra. E avverte: "Se vinco le regionali, governo in 15 giorni".

Parte dalla chiusura al Pd: "A Calenda dico, mamma mia! Io dialogo con tutti, ma l'unico punto fermo è che con il Pd non si può fare nulla. Un governo con chi ha approvato la Fornero o vuole gli immigrati che cosa potrebbe fare?". E aggiunge: "No a un governo alla Monti, con tutti dentro per tirare a campare, un'alleanza dei bombardatori e lanciatori di missili".

Matteo Salvini in Molise © Fornito da La Repubblica Matteo Salvini in Molise

Poi, a muso duro contro il capo politico dei 5Stelle. "Quello che Di Maio giudica un danno, il centrodestra unito, è quello che gli elettori hanno premiato col voto il 4 marzo: chiedo al MoVimento 5 stelle di avere rispetto per gli elettori". Infine, stabilisce un nesso tra elezioni regionali e soluzione per il governo: "Sia chiaro a tutti, anche alle orecchie di chi non vuole intendere, che se vinciamo in Friuli e in Molise nel giro di 15 giorni si fa il governo". Insomma, in caso di affermazione del Carroccio alle regionali, Salvini ritiene di poter avere più forza contrattuale anche nelle trattative per il governo. "Le regioni non sono cavie", replica il segretario reggente del Pd, Maurizio Martina.

Giorgia Meloni torna sull'ipotesi di un governo di minoranza: "Con il M5s bisogna parlare di contenuti, per capire se ci sono punti in comune per governare insieme. Se non dovesse riuscire, l'unica strada è quella di andare a cercare i voti in aula". Anche il governatore ligure Giovanni Toti insiste sull'unità del centrodestra: "Il veto su Berlusconi è inaccettabile, non facciamo decidere gli altri in casa nostra".

L'ipotesi di Calenda, intanto, viene criticata anche da alcuni esponenti del Pd. Come Sandro Gozi, sottosegretario alle Politiche europee, che sottolinea:  "Nessun punto d'incontro possibile tra M5S, Lega e Pd su politica economica, diritti civili, né sul ruolo dell'Italia in Europa e nel mondo. Ancor meno nel campo delle riforme istituzionali. Questa è la verità! Difficile capire su quali basi un simile accordo potrebbe reggersi".

Per la ministra uscente della Difesa Roberta Pinotti l'idea è quantomeno prematura: "No al Pd sull'Aventino, ma è presto per un governo di transizione", afferma a Circo Massimo su Radio Capital.

Video: Governo, Pinotti: "No Pd sull'Aventino, ma per governo di transizione è presto"

Lo stesso Calenda interviene poi su Twitter per criticare il titolo dell'intervista. calenda

Repubblica risponde con i tweet di Stefano Cappellini, capo della Politica, e di Claudio Tito, autore dell'intervista.cappellinitito

Il presidente dem Matteo Orfini ironizza sulla propensione ai tweet del ministro: "A Calenda vengono meglio i tweet che le interviste. La sua è una tesi curiosa. La proposta non può spettare a chi ha preso il 18%, è stato bocciato dagli italiani ed è sconfitto alle elezioni. A noi spetta il posto che abbiamo detto di voler occupare dall'inizio: opposizione responsabile e propositiva, ma pur sempre opposizione".

Ettore Rosato utilizza il solito richiamo per riportare la calma nel partito: "Contano i voti e il voto della direzione Pd è chiaramente alternativo a M5s e Lega".

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