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Salvini salvo dall'inchiesta Diciotti. Ai domiciliari papà e mamma Renzi

Logo Italia Oggi Italia Oggi 19/02/2019 Giampiero Di Santo
© ItaliaOggi

Due notizie bomba, esplose a un'ora e mezza circa di distanza ieri sera. Prima la più fragorosa e politicamente più conveniente per i due partiti di maggioranza, Lega e M5S, impegnati nell'operazione salvataggio del vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini dall'indagine sul caso Diciotti: si tratta dell'arresto di Tiziano Renzi e della moglie Laura Bovoli, genitori dell'ex premier matteo, finiti agli arresti domiciliari con l'accusa di bancarotta fraudolenta e false fatturazioni.

Caso Diciotti, iniziato il voto su Salvini

Poi, quella politicamente più scottante soprattutto per il M5s, che attraverso la piattaforma Rousseau e il voto di oltre 52.000 militanti iscritti ha pronunciato un no preventivo alla messa in stato di accusa di Salvini e quindi ha scongiurato qualsiasi rischio di crisi di governo, già esclusa poche ore prima dal vicepremier e ministro dello Sviluppo e del Lavoro Luigi di Maio.  

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Gli iscritti dei 5 stelle hanno deciso che i loro eletti dovranno pronunciarsi contro l'autorizzazione a procedere. La risposta: "Si, è avvenuto per la tutela di un interesse dello Stato, quindi deve essere negata l`autorizzazione a procedere" è stata votata da 30.948 (59,05%). La risposta: "No, non è avvenuto per la tutela di un interesse dello Stato, quindi deve essere approvata l`autorizzazione a procedere" ha ottenuto il consenso di 21.469 votanti (40,95%). "La maggioranza ha pertanto deciso che il fatto è avvenuto per la tutela di un interesse dello Stato, quindi deve essere negata l`autorizzazione a procedere",  commenta il blog delle stelle. Insomma, giustizia sarà fatta per volere dei militanti che hanno votato con un clic, destinati a prevalere, probabilmente, sugli eletti in parlamento che dovranno uniformarsi. Come oggi farà la giunta per le autorizzazioni a procedere del senato, che si è riunita a palazzo Madama per votare sul parere che poi passerà con le carte all'aula di palazzo Madama per il voto finale che si terrà intorno al 20 marzo. 

Tornando ai provvedimenti di custodia cautelare nei confronti dei genitori di Renzi è curioso notare che il Corriere della Sera, nell'edizione on line, ha parlato dell'arresto dei genitori di Renzi un'ora e mezza prima che l'esito del voto su Salvini fosse reso noto. Di più, casualmente la piattaforma Rousseau che avrebbe dovuto cominciare a raccogliere i voti dei militanti pentastellati già dalle 10 di ieri mattina, ha incontrato notevoli e non precisate difficoltà tecniche, che hanno prima fatto slittare il voto alle 11, e poi si sono ripercosse sull'orario finale delle consultazioni, spostato dalle 19 di ieri previste dal programma ufficiale alle 21,30. Insomma, l'orologio e i tempi contano molto nella descrizione di una giornata che il m5S ha descritto come un trionfo della democrazia: "La partecipazione, sin dalle prime ore, è risultata particolarmente alta. Hanno votato 52.417 iscritti. La votazione odierna entra nella storia di Rousseau per essere stata quella con il maggior numero di votanti di sempre in una singola giornata. Un record. E ciò conferma l`importanza dei principi di democrazia diretta all`interno del Movimento 5 stelle. Fino a oggi il primo gradino del podio era occupato dal voto sulle Quirinarie del gennaio 2015, quando votarono 51.677 iscritti". Insomma, 800 voti in più del precedente record, davvero un miracolo della democrazia diretta. Ma tant'è, Salvini è salvo, la Lega starà tranquilla e intanto il Pd....e che c'entra il Pd? C'entra più che altro Matteo Renzi, raggiunto ieri dalla notizia dei domiciliari per i genitori ultrasettantenni quando si trovava a Torino per la presentazione del libro Un'altra strada.  L'accusa per entrambi i coniugi Renzi è aver provocato «dolosamente» il fallimento di tre cooperative dopo averne svuotato le casse ricavando così in maniera illecita svariati milioni di euro. Sono aziende collegate alla “Eventi 6”, la società di famiglia già finita sotto inchiesta proprio per una gestione allegra e la sparizione di fondi. Lascia però perplessi che un'inchiesta che prosegue ormai da tempo presenti rischio di inquinamento delle prove tale da convincere i magistrati al provvedimento di custodia cautelare. Perplessità manifestata anche da Renzi, che annullata la presentazione del libro è rientrato a Firenze, non prima di avere commentato la vicenda: "Ho molta fiducia nella giustizia italiana e penso che tutti i cittadini siano uguali davanti alla legge. Dunque sono impaziente di assistere al processo. Perché chi ha letto le carte mi garantisce di non aver mai visto un provvedimento così assurdo e sproporzionato. Adesso chi crede nella giustizia aspetta le sentenze. Io credo nella giustizia italiana e lo dico oggi, con rispetto profondo, da servitore dello Stato", ha aggiunto Renzi. L'ex premier ed ex segretario del pd ha aggiunto: "Se io non avessi fatto politica, la mia famiglia non sarebbe stata sommersa dal fango. Se io non avessi cercato di cambiare questo paese i miei oggi sarebbero tranquillamente in pensione. Ma voglio che sia chiaro a tutti che io non mollo di un solo centimetro. La politica non è un vezzo personale ma un dovere morale. Se qualcuno pensa che si possa utilizzare la strategia giudiziaria per eliminare un avversario dalla competizione politica sappia che sta sbagliando persona". Il leader di Fi, Silvio Berrlusconi ha definito la vicenda " una cosa dolorosa, che non sarebbe accaduta se la sinistra avesse accettato di realizzare la nostra riforma della giustizia, tema che è assolutamente urgente". Berlusconi ha poi aggiunto che è "da cambiare la custodia cautelare che noi applicheremmo solo per i reati di violenza o di sangue, mentre per gli altri si farebbe come negli Stati Uniti, dove si calcola il patrimonio e in proporzione si decide una cauzione". "Umanamente credo che Renzi sia molto addolorato, che pensi che se lui non avesse fatto politica in un certo modo queste cose non sarebbero successe. In un paese con un'altra giustizia non sarebbe successo".

Tornando alla notizia di cronaca giudiziaria, i legali dei Renzi sono a lavoro. "Le prossime mosse sono quelle dello studio degli atti del fascicolo. Dopodiché aspetteremo la fissazione dell'interrogatorio di garanzia che dovrebbe essere tra venerdì e massimo martedì", ha detto l'avvocato Federico Bagattini che assiste Tiziano Renzi e Laura Bovoli. "Ci presenteremo davanti al giudice per confutare le accuse che sono state rivolte", ha aggiunto.

"È da irresponsabili dire che vi sia un sistema di giustizia che si muove a orologeria". Cosi, invece, il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede sulla vicenda degli arresti domiciliari ai genitori di Matteo Renzi. "Io da ministro non ho mai commentato una vicenda giudiziaria".

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