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Tap, la lite Lezzi-Emiliano: «Fai sceneggiata». E lui: «Maleducata»

Logo Il Messaggero Il Messaggero 23/07/2018
© Ansa

Botta e risposta tra il ministro per il Sud, Barbara Lezzi (M5S) e il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano (Pd), su Tap. Il ministro parla di «bella sceneggiata» riferendosi all'appello fatto ieri su fb da Emiliano al pentastellato Alessandro Di Battista riguardo al futuro di Tap. Il presidente ha replicato dandole della «maleducata», dicendole di aver «portato offesa alla Regione Puglia» e chiedendole di scusarsi.

Il litigio è avvenuto mentre i due erano seduti fianco a fianco nella sede della presidenza della Regione Puglia a Bari, durante una conferenza stampa convocata al termine di un incontro sul progetto del nodo ferroviario di Brindisi.  Il botta e risposta tra Emiliano e Barbara Lezzi, contestata alcuni giorni fa a Lecce dagli attivisti No Tap che l'accusano di avere «disatteso le promesse elettorali», è cominciato dopo una domanda dei giornalisti che chiedevano alla ministra un commento sul post di ieri del governatore pugliese che chiedeva aiuto ad Alessandro Di Battista, per spostare l'approdo del gasdotto più a nord della zona turistica di Melendugno dove è invece previsto.

«È stata una bella sceneggiata quella del presidente Emiliano perché Alessandro Di Battista - ha detto la ministra - è a diversi chilometri da qui, e non è al governo». «Stiamo lavorano per bloccare l'opera - ha proseguito - Abbiamo sempre sostenuto che Tap non è un'opera strategica per il nostro Paese. Quello che ho detto in questo mese e mezzo che siamo al governo, è che quest'opera è vincolata da un trattato internazionale. È una questione complessa da affrontare, non è una barzelletta, non è una chiacchiera, non è un post su Facebook, si deve lavorare molto seriamente». «Capisco che una contestazione possa sconvolgere il ministro fino al punto da farla andare fuori giri - le ha replicato Emiliano mentre il ministro lasciava polemicamente il tavolo - però si dovrà abituare, perché governare significa alle volte anche essere contestati. Il ministro oggi ha offeso la Regione Puglia» con «accuse farneticanti». Il governatore ha poi accusato la ministra di avere reso pubblico l'incontro di oggi (che era dedicato allo snodo ferroviario dall'aeroporto di Brindisi) che avrebbe dovuto rimanere riservato, convocando la stampa perchè, «evidentemente - ha detto - aveva già intenzione di fare questa sceneggiata intollerabile». Ha quindi annunciato che presenterà le sue «lamentele al presidente del Consiglio per questo evento che considero veramente fuori da ogni considerazione».

A questo punto la ministra è tornata a sedersi accanto al presidente che l'ha accolta augurandosi che fosse tornata «per scusarsi e ricominciare a fare il ministro», ma la lite è continuata con Lezzi che ha sottolineato «la presunzione del presidente di imbeccare il premier Conte su un eventuale rimprovero che dovrebbe essere rivolto a questa persona». «Sono turbata non dalle contestazioni subite, ma dalla scostumatezza istituzionale del presidente Emiliano che è stato accolto da tutti i ministri di questo Governo e che ha preferito bypassarli» tirando in ballo Di Battista. «Il Movimento 5 Stelle con il presidente Emiliano non ha nessuna complicità - ha aggiunto la ministra rispondendo ad Emiliano che l'accusava di parlare a titolo personale e non a nome del Movimento». «Noi siamo profondamente oppositori delle politiche di Emiliano su tutti i fronti - ha detto - sia con il suo partito a livello nazionale, che è il Pd, che qui in Regione. Non esiste alcuna chiamata che lui fa al presidente Conte per redarguire il ministro, ma stiamo scherzando, e io sarei la maleducata istituzionale».

Lezzi è quindi andata via mentre Emiliano l'ha nuovamente accusata, non solo di avere fatto «una chiassata, ma anche di avere contraddetto ciò che il presidente della Repubblica aveva detto» su Tap. «Il ministro - ha detto Emiliano - non si rende conto di che cosa ha combinato oggi. Mancare di rispetto al presidente della repubblica in questa maniera così plateale non è consentito neanche ad un ministro inesperto che da poco ha preso le funzioni. Si deve dimettere».

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