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Vertice di governo, nessuna decisione: "Serviranno nuovi incontri"

Logo Rai News Rai News 12/06/2019 tullia.fabiani
Palazzo Chigi, Roma (Gettyimages) © suppredazione5 Palazzo Chigi, Roma (Gettyimages)

Non sono bastate due ore di vertice a Palazzo Chigi tra il premier Giuseppe Conte, il vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio e il ministro dell'Economia Giovanni Tria, per definire la strategia necessaria a evitare la procedura d'infrazione da parte dell'Ue sul debito pubblico italiano.  Al tavolo presenti anche il ministro dei Rapporti col Parlamento, Riccardo Fraccaro, i viceministri all'Economia, Massimo Garavaglia e Laura Castelli e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti.

Salvini e il ministro Tria hanno lasciato in anticipo il tavolo per altri impegni. E l'incontro è proseguito affrontando la questione Alitalia. Ma il vertice non è stato affatto risolutivo ed è evidente che sul nodo della procedura d'infrazione annunciata da Bruxelles che la maggioranza giallo-verde dovrà tornare a confrontarsi al più presto per decidere gli interventi sui conti pubblici italiani.

I temi su cui le forze del governo cercavano un'intesa (Rai Play)

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Tria: coperture certe su Flat Tax

Coperture certe sulla flat tax le avrebbe chieste il ministro dell'Economia.  Ma il confronto della maggioranza è complesso e non mancano tensioni e dissidi.

Lega: "Vertice molto utile"

Secondo fonti leghiste, è stata una riunione "utile e positiva" nella quale sono stati "organizzati gruppi di lavoro" e ci si è dati appuntamento a "nuovi incontri con progetti e investimenti". Ma altre fonti spiegano che il confronto nel governo è appena iniziato.

Fonti M5s: "Vertice sereno e positivo, tanto da fare"

"Vertice a Chigi sereno e molto positivo. Tanto lavoro da fare per gli italiani e per lo sviluppo del Paese, pensando sempre a famiglie e imprese", dicono fonti del movimento pentastellato

Conte: "Se vogliono andare a sbattere contro un muro, facciano pure"

"Qualcuno qui deve ancora capire come sono fatto". Così il premier Giuseppe Conte in alcuni virgolettati raccolti da Repubblica commenta il vertice di ieri sera con Luigi Di Maio e Matteo Salvini " che si è svolto in un clima cordiale", precisa il presidente del Consiglio. Pur non nascondendo i problemi da risolvere: "È impossibile che ci sia uno scontro tra me e i miei due vice per una semplice ragione, se non andiamo d'accordo, io li lascio liberi. Perché una cosa deve essere chiara: sto qui se mi convincono loro, non sono io a doverlo fare. Con me non c'è bisogno di giochetti - aggiunge il capo del governo -, mi sembra che la Lega non abbia ancora tolto gli emendamenti al disegno di legge sul salario minimo, che è in discussione al Senato. Sono certo che lo farà, ma non è ancora avvenuto. Poi, se uno vuole correre il rischio di cadere nelle braccia del suo possibile carnefice, faccia pure" e "a me le veline date ai giornali non fanno né caldo né freddo. Se vogliono andare a sbattere contro un muro, facciano pure". 

"Intorno a me un po' di inesperienza"

La preoccupazione del premier è l'economia: "Non mi piace scherzare con i risparmi degli italiani, vedo intorno a me un po' di inesperienza". Alla domanda sul perché, secondo lui, Lega e 5 stelle sembrino ancora ragionare su terreni di consenso, e non di governo, il presidente del Consiglio risponde: "Quando si fa una campagna elettorale così lunga, è probabile sia difficile uscirne".

Poi, sulla questione del ministro degli Affari europei, Conte frena Salvini: "Finché non è chiusa la procedura di infrazione le deleghe le tengo io. Per trattare con la commissione, l'Italia deve parlare con una voce sola". E dopo il vertice ribadisce: "La filosofia del governo rispetto all'Europa è sempre la stessa: no all'austerity, no a misure recessive". E spiega che si metterà subito al lavoro con il ministro dell'Economia Giovanni Tria per disegnare la manovra d'autunno, ma ricorda: "Io sono sempre Giuseppe Conte, quello che a dicembre ha evitato la procedura di infrazione salvaguardando reddito di cittadinanza e quota 100. Non è che ho cambiato idea".

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