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Vitalizio al senatore-sindaco, è bufera «Deve scegliere ora tra gli incarichi»

Logo Corriere della Sera Corriere della Sera 14/09/2017 Redazione politica

Senatore e sindaco: Vincenzo Cuomo, che siede a Palazzo Madama con il Partito democratico, è stato eletto a giugno primo cittadino di Portici (Napoli). Ora potrebbe incassare comunque il vitalizio di parlamentare, che scatta il 15 settembre. Per questo il suo caso è stato al centro di una polemica a Palazzo Madama, con tanto di un intervento del presidente dell’Aula Pietro Grasso. Il M5S è partito all’attacco: si tratta di un «privilegio» concesso a chi «non ne ha più diritto». La colpa? Il ritardo con cui il Senato, e in particolare la giunta per le Elezioni, sta portando avanti la procedura per la sua decadenza, dopo l’elezione alle comunali: ieri (mercoledì 13 settembre), a due giorni dal traguardo per la pensione, sono stati concessi altri tre giorni al parlamentare per optare tra i due incarichi. Nonostante lui stesso il 29 agosto in una lettera avesse scritto alla giunta presieduta da Dario Stefàno di considerarsi decaduto dal mandato di senatore.

Le polemiche

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In Aula i deputati cinquestelle hanno messo in piedi una protesta, mostrando dai banchi cartelli con su scritto: «Basta pensioni privilegiate!» e «Vergogna per il caso Cuomo!». Anche Grasso è intervenuto: il presidente del Senato ha invitato Cuomo a ufficializzare prima del 15 settembre la scelta di fare il sindaco. Grasso ha preso le distanze dalla decisione della giunta di concedere al sindaco/senatore più giorni: «Scelta autonoma della giunta», ha detto, ricordando che aveva già sollecitato l’organismo parlamentare a inizio settembre a riunirsi per proclamare decaduto Cuomo. Grasso riepiloga i tempi: «Cuomo proclamato Sindaco di Portici il 20 luglio 2017, dopo l’elezione dell’11 giugno, è stato convalidato nella prima seduta consiliare del 7 agosto. Ai sensi dell’articolo 18 del regolamento per la verifica dei poteri del Senato, Cuomo ha comunicato la propria situazione al presidente della giunta, entro i 30 giorni previsti dalla norma, rimettendo all’organo preposto la decisione circa la sua incompatibilità, peraltro precisando di essere cessato «dalle funzioni e dalla carica di Senatore della Repubblica».

Stefàno: «Seguita la prassi»

«Il regolamento non prevede che delle questioni connesse alle cariche dei Senatori sia investita direttamente la presidenza del Senato, ma solo l’organismo a ciò preposto, cioè la giunta». Il presidente del Senato «venuto a conoscenza della procedura così avviata, ha immediatamente invitato Stefàno, con lettera datata 8 settembre, ad anticipare la convocazione della giunta affinché il procedimento potesse concludersi nel più breve tempo possibile al fine di evitare ogni strumentalizzazione». La giunta si è riunita solo dopo che il comitato Cariche, presieduto da Stefano Pezzopane (Pd), ha preso atto della proclamazione di Cuomo a sindaco. E gli ha concesso altri tre giorni di tempo: «La giunta - spiega Stefàno - ha operato nel solco di una prassi consolidata, in ordine alla procedura indicata dall’articolo 18 del regolamento. Nessuna altra valutazione spettava al nostro organismo collegiale».

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