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Dagli elefanti allo zoo a Despacito: YouTube compie 15 anni

Logo di Rai News Rai News | Diapositiva 1 di 5: Un ragazzo allo zoo di San Diego parla delle proboscidi lunghe, molto lunghe, degli elefanti inquadrati alle sue spalle. In sottofondo risatine di bambini e brusio dei visitatori.


 
Il video "Me at the zoo", di 19 secondi appena e di bassa qualità, è il primo a essere stato caricato su YouTube dal co-fondatore del sito Jawed Karim, con lo username "jawed" e registrato dal suo compagno di liceo Yakov Lapitsky. Era il 23 aprile 2005 e da allora è stato visto 85 milioni di volte. Nemmeno tantissime considerato che oggi, quindici anni dopo, il video "Despacito" di Luis Fonsi di visualizzazioni ne conta più di sei miliardi e mezzo. 

Come scrisse in New Media Paul Levinson, professore di studi sui media e sulla comunicazione alla Fordham University, pur non essendo un capolavoro cinematografico, quel video è entrato nella storia e ha giocato un ruolo fondamentale nel cambiare radicalmente la fruizione dei media da parte delle persone. Se prima c'era la televisione dove un programma non durava quasi meno di trenta minuti, YouTube inaugurava i video da 60 secondi.

Una macchina per soldi
Quindici anni dopo, da piattaforma di video amatoriali YouTube è diventata una macchina da soldi del valore di 15 miliardi di euro, un media globale che compete con tv, musica e giochi. E ha fatto da apripista a Netflix e Spotify.
La società fu fondata il 14 febbraio 2005 da tre ex dipendenti di PayPal (Chad Hurley, Steve Chen e Jawed Karim) per poi essere rilevata da Google pochi mesi dopo.

YouTube ha ridefinito il concetto di celebrità dando la possibilità a tutti di avere i famosi "15 minuti di notorietà" di Andy Wahrol. L'impossibilità di reperire online filmati specifici è stata l'idea che ha ispirato i fondatori, come ha raccontato proprio Jawed Karim, a Usa Today. In particolare i filmati in questione erano quello dello tsunami e l'incidente del SuperBowl quando Justin Timberlake strappò il reggiseno a Janet Jackson durante l'esibizione.

Era il 2004 e da qui si accese la scintilla di creare una piattaforma che permettesse a chiunque di caricare online un qualsiasi contenuto. Pochi mesi dopo la fondazione, a ottobre 2006 Google si fa avanti e acquista la società per 1,65 miliardi di dollari. Praticamente un decimo dei suoi ricavi annuali (dovuti in gran parte alla pubblicità) che ammontano nel 2019 a 15,5 miliardi di dollari.

Nello stesso anno il Time sigilla il successo con la copertina de La "Persona dell'anno" data a "Tu", l'utente. Perché "tu controlli l'era dell'informazione". La copertina ha uno schermo con una superficie riflettente, per far specchiare chi legge. Ed è circondata da un'interfaccia simile a quella di Youtube.

Oggi Youtube ha affiancato agli incassi pubblicitari (condivisi con i produttori di contenuti) i servizi su abbonamento (che però rappresentano una porzione ancora piccola). La ceo è Susan Wojcicki. Stando agli ultimi dati ufficiali, la piattaforma raggiunge 2 miliardi di utenti al mese, un terzo di chi accede a Internet in tutto il mondo. Secondo i dati di Alexa, Youtube.com è il secondo sito più frequentato del pianeta, dopo Google.com. 

Ogni minuto vengono caricate più di 500 ore di video. In questi 15 anni la piattaforma è cresciuta nei numeri e nelle potenzialità e ha fatto nascere nuove professioni legate alla rete (gli YouTubers) con fenomeni e personaggi diventati virali, a volte anche inspiegabilmente. Ma ha dovuto affrontare diverse beghe. Come quella delle fake news e della disinformazione, fenomeno esploso nel 2016 durante le presidenziali americane e che ha messo a nudo l'incapacità di tutte le piattaforme social, vista la vastità, di fare un controllo in tempi stretti dei contenuti. Ma anche le accuse di profilare i più piccoli - spesso i genitori usano la piattaforma come fosse una baby sitter - e rastrellarne i dati per poi raggiungere la giovanissima audience con pubblicità mirate: per questo la società ha pagato 170 milioni di dollari alle autorità americane per poi scrivere nuove regole.

Ancora numeri
Ci sono versioni locali della piattaforma in più di cento Paesi e con navigazione in 80 lingue. Dire esattamente quanto guadagni Youtube non è possibile perché il suo bilancio è in parte diluito in quello della capogruppo Alphabet. Quest'anno, però, per la prima volta sono stati pubblicati gli incassi pubblicitari: nel 2019 hanno superato i 15 miliardi di dollari, quasi il doppio rispetto a due anni prima. A questa cifra bisognerebbe aggiungere il fatturato generato dagli abbonamenti e da altri servizi a pagamento, che però non hanno una voce a se' nel conto economico ma fanno parte degli "altri ricavi di Google". Alphabet ha dichiarato che la crescita del segmento (arrivato a 17 miliardi, quasi 3 in più rispetto al 2018) "e' dovuto soprattutto al progresso di Google Play e abbonamenti Youtube". Secondo una stima di IHS Markit del settembre 2018, il fatturato da servizi a pagamento della piattaforma avrebbe di poco superato il miliardo di dollari nel 2019. Tenendo per buona questa previsione (che pare coerente con le parole di Mountain View) e aggiungendo il fatturato pubblicitario (che invece è certo), lo scorso anno Youtube avrebbe incassato più di 16 miliardi di dollari. Se fosse una società indipendente, starebbe comodamente tra le 200 maggiori compagnie americane. 

I video più visti
Se il video più visto nella storia di Youtube è Despacito di Luis Fonsi, con più di 6,6 miliardi di visualizzazioni, al secondo postp c'è Shape of You di Ed Sheeran (4,6 miliardi) e al terzo Baby Shark Dance di Pinkfong (4,5 miliardi). Un posto nella storia di questi 15 anni ce l'ha certamente Gangnam Style di Psy, primo a superare, nel 2012, il miliardo di visualizzazioni e diventato un fenomeno di costume all'epoca. Qui, la lista aggiornata.

Il canale con più abbonamenti (128 milioni) è quello di T-Series, un'etichetta discografica indiana. Secondo PewDiePie, che con le sue partite di videogiochi attrae oltre 100 milioni di iscritti. Terzo, con 72 milioni, è Cocomelon, canale dedicato a canzoni e animazioni 3D per i più piccoli. Lo youtuber più pagato del 2019, secondo Forbes, è stato per un bambino: Ryan Kaji ha otto anni e avrebbe incassato 26 milioni di dollari recensendo giochi.

Il popolo del web
Sono quasi 50 milioni gli italiani che usano internet su base giornaliera, e trascorrono online in media 6 ore al giorno. In 45 milioni si collegano da smartphone e tablet, e 35 milioni usano i social, a cui si dedicano quotidianamente, in media, 1 ora e 57 minuti. Sono alcuni dei dati che emergono da "Digital 2020" la ricerca condotta da We Are Social in collaborazione con Hootsuite e giunta alla nona edizione. Online si cerca soprattutto intrattenimento. Il 92% guarda contenuti video e il 34% vlog; il 57% ascolta musica in streaming, il 39% web radio e il 23% podcast. Sul fronte dei social, la piattaforma più attiva si conferma YouTube, seguita dalla famiglia di app di Facebook.  La ricerca scatta una fotografia anche su scala globale. Nel mondo sono 4,54 miliardi le persone online, con quasi 300 milioni di utenti che hanno avuto accesso ad internet per la prima volta nel corso del 2019. La metà della popolazione mondiale - 3,8 miliardi di persone - usa regolarmente i social media, e le piattaforme più attive sono Facebook, YouTube e WhatsApp. In rapida crescita TikTok, con 800 milioni di utenti attivi al mese di cui 300 milioni fuori dalla Cina.

YouTube (LaPresse)

Un ragazzo allo zoo di San Diego parla delle proboscidi lunghe, molto lunghe, degli elefanti inquadrati alle sue spalle. In sottofondo risatine di bambini e brusio dei visitatori.


 

Il video "Me at the zoo", di 19 secondi appena e di bassa qualità, è il primo a essere stato caricato su YouTube dal co-fondatore del sito Jawed Karim, con lo username "jawed" e registrato dal suo compagno di liceo Yakov Lapitsky. Era il 23 aprile 2005 e da allora è stato visto 85 milioni di volte. Nemmeno tantissime considerato che oggi, quindici anni dopo, il video "Despacito" di Luis Fonsi di visualizzazioni ne conta più di sei miliardi e mezzo. 

Come scrisse in New Media Paul Levinson, professore di studi sui media e sulla comunicazione alla Fordham University, pur non essendo un capolavoro cinematografico, quel video è entrato nella storia e ha giocato un ruolo fondamentale nel cambiare radicalmente la fruizione dei media da parte delle persone. Se prima c'era la televisione dove un programma non durava quasi meno di trenta minuti, YouTube inaugurava i video da 60 secondi.

Una macchina per soldi
Quindici anni dopo, da piattaforma di video amatoriali YouTube è diventata una macchina da soldi del valore di 15 miliardi di euro, un media globale che compete con tv, musica e giochi. E ha fatto da apripista a Netflix e Spotify.
La società fu fondata il 14 febbraio 2005 da tre ex dipendenti di PayPal (Chad Hurley, Steve Chen e Jawed Karim) per poi essere rilevata da Google pochi mesi dopo.

YouTube ha ridefinito il concetto di celebrità dando la possibilità a tutti di avere i famosi "15 minuti di notorietà" di Andy Wahrol. L'impossibilità di reperire online filmati specifici è stata l'idea che ha ispirato i fondatori, come ha raccontato proprio Jawed Karim, a Usa Today. In particolare i filmati in questione erano quello dello tsunami e l'incidente del SuperBowl quando Justin Timberlake strappò il reggiseno a Janet Jackson durante l'esibizione.

Era il 2004 e da qui si accese la scintilla di creare una piattaforma che permettesse a chiunque di caricare online un qualsiasi contenuto. Pochi mesi dopo la fondazione, a ottobre 2006 Google si fa avanti e acquista la società per 1,65 miliardi di dollari. Praticamente un decimo dei suoi ricavi annuali (dovuti in gran parte alla pubblicità) che ammontano nel 2019 a 15,5 miliardi di dollari.

Nello stesso anno il Time sigilla il successo con la copertina de La "Persona dell'anno" data a "Tu", l'utente. Perché "tu controlli l'era dell'informazione". La copertina ha uno schermo con una superficie riflettente, per far specchiare chi legge. Ed è circondata da un'interfaccia simile a quella di Youtube.

Oggi Youtube ha affiancato agli incassi pubblicitari (condivisi con i produttori di contenuti) i servizi su abbonamento (che però rappresentano una porzione ancora piccola). La ceo è Susan Wojcicki. Stando agli ultimi dati ufficiali, la piattaforma raggiunge 2 miliardi di utenti al mese, un terzo di chi accede a Internet in tutto il mondo. Secondo i dati di Alexa, Youtube.com è il secondo sito più frequentato del pianeta, dopo Google.com. 

Ogni minuto vengono caricate più di 500 ore di video. In questi 15 anni la piattaforma è cresciuta nei numeri e nelle potenzialità e ha fatto nascere nuove professioni legate alla rete (gli YouTubers) con fenomeni e personaggi diventati virali, a volte anche inspiegabilmente. Ma ha dovuto affrontare diverse beghe. Come quella delle fake news e della disinformazione, fenomeno esploso nel 2016 durante le presidenziali americane e che ha messo a nudo l'incapacità di tutte le piattaforme social, vista la vastità, di fare un controllo in tempi stretti dei contenuti. Ma anche le accuse di profilare i più piccoli - spesso i genitori usano la piattaforma come fosse una baby sitter - e rastrellarne i dati per poi raggiungere la giovanissima audience con pubblicità mirate: per questo la società ha pagato 170 milioni di dollari alle autorità americane per poi scrivere nuove regole.

Ancora numeri
Ci sono versioni locali della piattaforma in più di cento Paesi e con navigazione in 80 lingue. Dire esattamente quanto guadagni Youtube non è possibile perché il suo bilancio è in parte diluito in quello della capogruppo Alphabet. Quest'anno, però, per la prima volta sono stati pubblicati gli incassi pubblicitari: nel 2019 hanno superato i 15 miliardi di dollari, quasi il doppio rispetto a due anni prima. A questa cifra bisognerebbe aggiungere il fatturato generato dagli abbonamenti e da altri servizi a pagamento, che però non hanno una voce a se' nel conto economico ma fanno parte degli "altri ricavi di Google". Alphabet ha dichiarato che la crescita del segmento (arrivato a 17 miliardi, quasi 3 in più rispetto al 2018) "e' dovuto soprattutto al progresso di Google Play e abbonamenti Youtube". Secondo una stima di IHS Markit del settembre 2018, il fatturato da servizi a pagamento della piattaforma avrebbe di poco superato il miliardo di dollari nel 2019. Tenendo per buona questa previsione (che pare coerente con le parole di Mountain View) e aggiungendo il fatturato pubblicitario (che invece è certo), lo scorso anno Youtube avrebbe incassato più di 16 miliardi di dollari. Se fosse una società indipendente, starebbe comodamente tra le 200 maggiori compagnie americane. 

I video più visti
Se il video più visto nella storia di Youtube è Despacito di Luis Fonsi, con più di 6,6 miliardi di visualizzazioni, al secondo postp c'è Shape of You di Ed Sheeran (4,6 miliardi) e al terzo Baby Shark Dance di Pinkfong (4,5 miliardi). Un posto nella storia di questi 15 anni ce l'ha certamente Gangnam Style di Psy, primo a superare, nel 2012, il miliardo di visualizzazioni e diventato un fenomeno di costume all'epoca. Qui, la lista aggiornata.

Il canale con più abbonamenti (128 milioni) è quello di T-Series, un'etichetta discografica indiana. Secondo PewDiePie, che con le sue partite di videogiochi attrae oltre 100 milioni di iscritti. Terzo, con 72 milioni, è Cocomelon, canale dedicato a canzoni e animazioni 3D per i più piccoli. Lo youtuber più pagato del 2019, secondo Forbes, è stato per un bambino: Ryan Kaji ha otto anni e avrebbe incassato 26 milioni di dollari recensendo giochi.

Il popolo del web
Sono quasi 50 milioni gli italiani che usano internet su base giornaliera, e trascorrono online in media 6 ore al giorno. In 45 milioni si collegano da smartphone e tablet, e 35 milioni usano i social, a cui si dedicano quotidianamente, in media, 1 ora e 57 minuti. Sono alcuni dei dati che emergono da "Digital 2020" la ricerca condotta da We Are Social in collaborazione con Hootsuite e giunta alla nona edizione. Online si cerca soprattutto intrattenimento. Il 92% guarda contenuti video e il 34% vlog; il 57% ascolta musica in streaming, il 39% web radio e il 23% podcast. Sul fronte dei social, la piattaforma più attiva si conferma YouTube, seguita dalla famiglia di app di Facebook.  La ricerca scatta una fotografia anche su scala globale. Nel mondo sono 4,54 miliardi le persone online, con quasi 300 milioni di utenti che hanno avuto accesso ad internet per la prima volta nel corso del 2019. La metà della popolazione mondiale - 3,8 miliardi di persone - usa regolarmente i social media, e le piattaforme più attive sono Facebook, YouTube e WhatsApp. In rapida crescita TikTok, con 800 milioni di utenti attivi al mese di cui 300 milioni fuori dalla Cina.

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