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Iveco Bus vede il futuro con l’HoloLens

28/11/2017
© Reuters

Quando sono usciti, i visori digitali sembravano destinati ad avere un grande successo in campo consumer ma, come spesso accade in un terreno tutto da esplorare come è quello della tecnologia, le previsioni si sono rivelate sbagliate. Anzi, parzialmente sbagliate, perché i visori stanno sì avendo successo ma non nel campo consumer bensì in quello aziendale. La strada giusta sembra averla trovata Microsoft che ha deciso di puntare sulla realtà mista con il device HoloLens, che ha significative applicazioni in ambito industriale. In buona sostanza si tratta di un visore che consente a chi lo indossa di guardare ciò che ha intorno e di potersi quindi muovere a suo agio nell’ambiente in cui si trova, riuscendo allo stesso tempo ad interagire con le funzioni digitali di cui il dispositivo è dotato, fra cui la possibilità di proiettare immagini sulle lenti, di effettuare videochiamate con Skype e di fare registrazioni audio e video. La differenza rispetto alla realtà virtuale è enorme: chi si mette in testa un caschetto entra in un mondo completamente diverso e non si può muovere in quello in cui si trova; e in breve tempo solitamente avverte anche una sensazione di nausea per il semplice fatto che quello che percepisce con i restanti quattro sensi con coincide con quello che gli comunica il quinto, la vista. Un problema che in parte presenta anche la realtà aumentata con i suoi ologrammi proiettati nel vuoto.

Il progetto pilota con Iveco Bus

Per mettere alla prova tutte le potenzialità di HoloLens, Microsoft ed Iveco Bus hanno di recente iniziato un progetto pilota che impiegherà gli smart glasses nell’attività di manutenzione ed assistenza tecnica sugli autobus. La sperimentazione per ora è limitata a Germania, Austria e Svizzera ed è così strutturata: ad alcuni tecnici Iveco Bus sono stati dati in dotazione gli HoloLens per effettuare le riparazioni; grazie a questi devices potranno essere collegati “in presa diretta” mentre lavorano con l’help desk Iveco Bus altamente specializzato di Kloten vicino a Zurigo. Iveco Bus fa parte del gruppo CNH Industrial, il cui presidente è Sergio Marchionne,l’ A.D. Richard J.Tobin.

Da remoto i tecnici di Kloten potranno capire volta per volta quale sia il problema da fronteggiare – stiamo ovviamente parlando degli interventi più complicati e meno comuni – e potranno chiedere all’operatore che agisce in loco di effettuare operazioni complesse, inviandogli , se necessario, i disegni riguardanti la parte da manutenere, riparare o sostituire. Questa guida a distanza permette di lasciare al tecnico impiegato nella riparazione letteralmente le mani libere, visto che telefono e altri apparecchi elettronici non servono: basta l’HoloLens.

«Con HoloLens riusciamo a ottimizzare la qualità degli interventi, i tempi di riparazione e quindi risparmiare diverse ore di lavoro rispetto. Si pensi al tempo necessario a delle riprese con una normale videocamera, scaricarle sul pc, e quindi inviarle. Ci vorrebbero addirittura intere giornate nel caso in cui il tecnico operante in loco non fosse in grado di risolvere il problema e si rendesse necessario inviare fisicamente un esperto da Kloten o dagli altri nostri centri specializzati – spiega Enrico Durelli, Global Brand Service & EU Technical Support Director di Iveco Bus -. In questi primi due mesi di sperimentazione siamo riusciti a risolvere alcune situazioni tecnicamente complesse grazie all’interazione tramite HoloLens tra gli operatori sul campo e i tecnici da remoto». Chi già conosceva le potenzialità di HoloLens è invece Fabio Moioli, direttore Enterprise Services di Microsoft Italia: «. La realtà mista è uno strumento strategico per recuperare efficienza e minimizzare il tempo di inattività dei mezzi. Attraverso Microsoft HoloLens, è semplice porre in essere interventi più rapidi e consapevoli e riparare le componenti chiave avendo le mani libere, il tutto consultando le schede tecniche necessarie o interagendo con gli esperti in tempo reale. E naturalmente, questi devices possono essere utili ai fini della formazione, mostrando alle persone ologrammi di veicoli e consentendo di interagire in una prospettiva di realtà mista. » «Siamo lieti di collaborare con Iveco Bus per contribuire alla trasformazione dell’industria automotive, definendo un nuovo standard di manutenzione e migliorando le performance dei veicoli -aggiunge Moioli- e siamo sicuri che questo progetto rappresenterà un benchmark. Ci auguriamo che altre aziende possano trarne ispirazione per intraprendere un percorso di trasformazione digitale a vantaggio dell’intero settore». Un punto di forza di HoloLens è infatti proprio la possibilità di customizzare il device per adattarlo alle esigenze del cliente. «Il visore e Skype assieme fanno già molto ma è possibile aggiungere moduli di intelligenza artificiale – prosegue Moioli – Modificandone le funzioni, l’HoloLens può essere impiegato nei più svariati settori, a partire dalla moda per arrivare fino all’industria, passando per la sanità».

La partnership Iveco Bus-Microsoft

A raccontare la genesi della partnership Iveco Bus-Microsoft è Durelli:« Per la scelta del “device” sono state vagliate diverse ipotesi tecniche, dalle più semplici alle più sofisticate, quali telecamere e strumenti diagnostici con affiancato un pc, o applicati a palmari a disposizione dell’operatore tecnico. Alla fine, per il progetto pilota, abbiamo scelto l’HoloLens perché ha potenzialità enormi per venire incontro alla nostra più importante esigenza, quella di ridurre al minimo il fermo dell’autobus e quindi di incrementare l’”uptime” per i nostri clienti oltre a garantire ai passeggeri la massima disponibilità del veicolo». «Si tratta di un progetto pilota e quindi è prematuro parlare di business case. Per ora cerchiamo di valutarne le potenzialità – spiega il manager di Iveco Bus – All’inizio abbiamo dovuto affrontare un lavoro di preparazione per poter utilizzare l’HoloLens all’interno dei nostri sistemi informatici e fare una adeguata formazione sul “device” e sul suo utilizzo al nostro personale di officina. Ora che questi ostacoli sono stati superati siamo entrati nella vera e propria fase sperimentale di after sales ma già si intravedono ulteriori applicazioni per la formazione di tecnici a distanza, presentazioni di prodotto alla rete di vendita e, perché no, per far vedere al cliente come sarà l’autobus richiesto. Vista l’alta customizzazione di questa tipologia di veicoli, serve infatti l’aiuto del digitale per soddisfare le curiosità di chi compra.»

Prima di Iveco era stata la volta di Thyssen Krupp e Volvo

Un accordo analogo a quello siglato con Iveco la casa di Redmond l’ha già stretto con Thyssen Krupp. Il produttore tedesco di ascensori utilizza l’HoloLens per la manutenzione degli impianti installati in alcuni edifici, a partire dal One World Trade Center di New York. Il visore visualizza le informazioni aggiornate pertinenti ai guasti o alle operazioni da svolgere, suggerisce dove mettere le mani e ripropone video tutorial e manuali elettronici affinché l’operatore possa essere sicuro di ciò che fa, senza perdere tempo consultando il laptop con una mano o il telefono nell’altra per chiamare la centrale e ottenere chiarimenti. Thyssen Krupp ha deciso di impiegare gli HoloLens anche nella vendita per far vedere in 3D ai propri clienti come il montascale si inserirà nell’ambiente, adattandosi agli spazi a disposizione. Le scale sulle quali l’impianto dovrà essere installato potranno essere misurate in tempo reale, prendendo in considerazione la disponibilità effettiva degli spazi e degli eventuali ostacoli da valutare nella progettazione, come le ringhiere, gli apparati termici e di condizionamento, la vicinanza ai muri, eccetera. La proiezione in movimento in tre dimensioni del prodotto da installare avrà già tutte le caratteristiche desiderate: dal materiale e colore della poltroncina, alla traiettoria della guida di scorrimento, a tutti i particolari realizzati su misura per assicurare un prodotto che si inserisca al meglio nell’arredamento interno.

Volvo: dal marketing alla linea di produzione

Un altro caso interessante è quello della Volvo che ha adottato l’HoloLens come strumento di marketing e, successivamente, ha deciso di impiegarlo nella produzione. La casa automobilistica svedese ha in un primo momento usato il device per far vedere ai propri clienti l’auto con le personalizzazioni richieste; successivamente però ha voluto impiegare l’HoloLens anche nella progettazione delle auto. A tal scopo ha dotato 15 dei suoi ingegneri del visore con l’obiettivo di ridurre il tempo dello sviluppo di un nuovo modello da 30 mesi a 20 mesi. Grazie all’utilizzo del device, gli ingegneri potranno infatti osservare tutti i più piccoli particolari dell’auto riuscendo a correggerne i problemi e a migliorare alcuni aspetti del progetto di sviluppo.

HoloLens nello spazio

L’impiego più avveniristico è stato però quello messo a punto con la Nasa. Due visori sono stati recapitati a bordo dell’Iss, la stazione Spaziale Internazionale, con la missione di rifornimento di dicembre nell’ambito del progetto Sidekick, con l’obiettivo di dare all’equipaggio della stazione spaziale un’assistenza ogni volta che ce ne fosse bisogno. Le potenzialità del visore secondo l’Agenzia spaziale americana consentono di ridurre il training dell’equipaggio e di migliorarne l’efficienza a bordo. Fino a quel momento gli astronauti seguivano infatti indicazioni scritte o anche vocali via Skype per portare a termine dei compiti, mentre grazie al visore hanno potuto “vedere” direttamente le procedure con ologrammi e interagire con gli oggetti in tempo reale. E per restare in ambito “spaziale” l’HoloLens viene utilizzato anche per la visualizzazione in ologrammi delle immagini da Marte. «Gli impieghi degli HoloLens sono i più svariati – spiega Moioli – Possono essere utilizzati nella produzione, nella manutenzione, nella vendita e nella formazione. Pensiamo alle possibilità che si aprono in ambito medico: le lezioni di anatomia possono essere svolte senza la presenza fisica di un corpo umano o di una sua riproduzione; gli HoloLens possono inoltre essere impiegati anche durante un intervento operatorio come assistenza per il chirurgo. Negli scorsi decenni l’obiettivo di Microsoft è stato dotare ogni lavoratore di un pc, adesso vogliamo dare a ogni dipendente un device con la realtà mista. L’interazione molto forte fra mondo digitale e fisico apre scenari completamente nuovi; si tratta di un salto quantico rispetto alla realtà virtuale o aumentata». Moioli fa l’esempio di una casa automobilistica che per formare i propri tecnici sparsi per il mondo non deve mandare un motore in ogni centro tecnico ma può limitarsi a spedire gli HoloLens. “Saranno inventati molti scenari di impiego degli HoloLens a cui, ad oggi, nessuno ha ancora pensato. Uno dei loro punti di forza è infatti la flessibilità”, si dice sicuro Moioli.

Le specifiche tecniche degli HoloLens

Nato per sfruttare le potenzialità del sistema Windows Holographic, HoloLens è un visore senza cavi che monta al proprio interno il sistema operativo Windows 10e pesa solamente 579 grammi.Le lenti utilizzano sensori avanzati, un display ottico 3D ad alta definizione ed un sistema di scansione spaziale dei suoni che consentono a chi li indossa di poter fruire di applicativi di realtà aumentata attraverso un’inedita interfaccia olografica con la quale poter interagire mediante lo sguardo, la voce o i gesti delle mani. Tra i tipi di sensore utilizzati da HoloLens vi è una telecamera di profondità ad alta efficienza energetica, con un campo di 120°x120° di visuale. Ulteriori funzionalità fornite dai sensori sono rappresentate dalla possibilità di effettuare head-tracking, cattura video, e cattura del suono. Oltre che una CPU di fascia alta ed una GPU, HoloLens offre anche una Holographic Processing Unit (HPU), ovvero un coprocessore che integra i dati dai vari sensori e gestisce attività come la mappatura del territorio, il riconoscimento dei gesti ed il riconoscimento vocale. Le applicazione mostrate per Microsoft HoloLens includono HoloStudio, un’applicazione di modellazione 3D attraverso la quale poter produrre progetti di stampa per stampanti 3D; Holobuilder, una dimostrazione ispirata al videogioco Minecraft; l’implementazione del programma di messaggistica istantanea Skype, e OnSight, un software sviluppato in collaborazione con la NASA, capace di integrare i dati provenienti dalle sonde presenti sul pianeta Marte (al fine di poter riprodurre una simulazione tridimensionale dell’ambiente di riferimento, che esperti da tutto il mondo potranno visualizzare, interagendo e collaborando attraverso il visore di Microsoft). Gli HoloLens in Italia Di recente Microsoft ha ufficialmente lanciato gli HoloLens in Italia e in altri 28 Paesi, e i devices saranno così disponibili per tutti e non solo per le aziende che hanno stretto accordi di partnership con la società fondata da Bill Gates. «In Microsoft abbiamo intrapreso la missione di aiutare le persone e le aziende di tutto il mondo ad ottenere di più – ha detto Lorraine Bardeen, General Manager of Microsoft HoloLens and Windows experiences, al momento del lancio del prodotto – La realtà mista racchiude in sé il potenziale di affiancare professionisti e aziende in tutto il pianeta nel fare ciò che finora non era mai stato possibile. Gli scenari aperti dalla realtà mista saranno un aiuto per aziende e professionisti per svolgere compiti chiave in modo più rapido, più sicuro e più efficiente, ma anche a creare nuovi modi di connettere utenti e partner”.

La altre applicazioni in Italia oltre a Iveco

Nel Belpaese, oltre ad Iveco, diverse altre aziende e organizzazioni hanno già sperimentato gli HoloLens. L’istituto bancario Widiba, per esempio, ha deciso di impiegarli nella consulenza finanziaria. Grazie alla visiera trasparente, l’advisor potrà proiettare il report sull’analisi dei bisogni, così come la situazione del portafoglio o una nuova proposta di consulenza. Il cliente, sfruttando la capacità di HoloLens di comprendere i movimenti, potrà confermare la proposta elaborata tramite la piattaforma Wise di robo for advisor. Inoltre, il cliente, sempre negli uffici dei consulenti finanziari, potrà utilizzare il device per accedere in modalità self service ed effettuare anche disposizioni bancarie con un mix di comandi vocali e gestuali supportati da un assistente virtuale. Negli ultimi mesi, anche alcune associazioni come WWF e Save the Children hanno scelto HoloLens per raccontare scenari virtuali e immersivi come le specie marine che abitano gli ambienti del Mediterraneo e il fenomeno della malnutrizione infantile presente in diversi paesi del mondo. Per sostenere la campagna #GenerAzioneMare, il WWF ha trasformato Piazza Gae Aulenti a Milano in un fondale mediterraneo grazie ad HoloLens, permettendo di vedere da vicino le numerose specie che lo abitando, aumentando così la consapevolezza delle persone del valore degli oceani e della loro difesa. Save the Children ha invece creato un percorso esperienziale con HoloLens per raccontare la campagna “Fino all’ultimo bambino” e permettere di vivere in prima persona le sfide di chi, ogni giorno, è costretto a fare i conti con la povertà estrema, le guerre e i cambiamenti climatici.

Il Caso Case IH: HoloLens nel settore agricolo

Recentemente, Microsoft ha annunciato la sua collaborazione con Case IH, sempre parte del gruppo CNH Industrial, che produce macchine per l’agricoltura, per un progetto avanzato basato sulla realtà mista in una prospettiva Industry 4.0, mirato all’invio istantaneo dei suoi migliori esperti della manutenzione presso qualsiasi cliente o officina di assistenza in tutta l’area EMEA. Case IH sta attualmente testando i dispositivi HoloLens di Microsoft in Austria per semplificare gli interventi di manutenzione e il Gruppo ha intenzione di utilizzarli a scopo di formazione anche nei propri stabilimenti. Grazie a interazioni olografiche in tempo reale, è possibile interagire con i clienti consentendo operazioni a mano libera e conversazioni mirate, fornendo così nel complesso una diagnosi più precisa e qualificata e migliorando al contempo la produttività. Per Case IH il dispositivo HoloLens presenta quindi evidenti vantaggi in due settori principali: assistenza remota e formazione. Nel primo caso i team di assistenza possono accedere agli esperti di Case IH in modalità ‘hands-free’ ovvero a mano libera mentre lavorano sulla macchina, per interventi rapidi ed efficienti con le informazioni di supporto ricevute in pochi secondi. Il tecnico può quindi riparare la macchina mentre comunica con un esperto che si trova per esempio in un’officina, il quale può consultare tutte le schede tecniche e le metodologie applicabili e inviarle al tecnico, che a sua volta può visualizzarle sui suoi “occhiali”.

Il tecnico può anche comunicare direttamente con l’esperto in tempo reale tramite Skype. I vantaggi sono significativi per tutti i soggetti interessati (la casa costruttrice, i concessionari ecc.): maggiore efficienza e risparmio di tempo. Lo scopo principale del dispositivo è quello di ridurre al minimo i tempi di inoperatività della macchina e rendere il servizio di assistenza più efficiente, migliorando la produttività e la continuità aziendale. Il dispositivo è utile anche per facilitare l’addestramento e la formazione: una persona che indossa il visore può collegarsi in remoto con più persone e svolgere una lezione dal vivo senza bisogno di spostarsi o viaggiare. È quindi un chiaro vantaggio in termini di risparmio di tempo e anche di velocità e di efficienza. «Il settore automotive può avere un ruolo fondamentale per spingere la crescita del settore agricolo- sostiene Moioli. -Per questo motivo, fare leva sulle nuove tecnologie è un`azione strategica per iniziare una trasformazione digitale che ha un impatto sul sistema economico globale e che può sostenere la competitività di ogni nazione. I progetti Industry 4.0 e Smart Farming sono strettamente collegati tra loro e siamo lieti di collaborare con Case IH per trasformare le attività di manutenzione. La realtà mista garantisce efficienza e può migliorare le prestazioni delle macchine, dando più possibilità alle aziende agricole e agli agricoltori di tutto il mondo. Le macchine agricole sono complesse e caratterizzate da tratti specifici a seconda dei loro scopi, pertanto, grazie alle Microsoft HoloLens, gli interventi e le riparazioni sono semplicemente più facili da realizzare a mani libere e riducendo i tempi di fermo macchina».

Articolo fornito da Industria Italiana

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