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"Stampata" sulla Iss la prima bistecca: è commestibile ed ecologica

Logo di Rai News Autore: francesco.laurenti Da: Rai News | Diapositiva 1 di 4: Pronta la prima bistecca spaziale: è stata stampata in 3d sulla Stazione Spaziale Internazionale a partire da poche cellule di bovino. Adatta per essere consumata dall'uomo e ottenuta senza macellazione, la carne stampata in orbita è il risultato dell'esperimento guidato da un'azienda israeliana e condotto in collaborazione con un'azienda russa e due americane.

L'obiettivo è duplice: da un lato le bistecche ottenute in orbita potrebbero diventare cibo nutriente e "fresco" per gli astronauti impegnati nei futuri lunghi viaggi verso Marte, dall'altro la stessa tecnologia permetterebbe di avere sulla Terra carne a costo zero dal punto di vista ambientale.

I primi ingredienti sono cellule bovine aggregate in strutture tridimensionali chiamate "sferoidi". Questi vengono combinati con fattori di crescita e sostanze compatibili con i tessuti biologici chiamate "bio-inchiostri", finora utilizzate nelle stampanti 3d per ottenere organi in miniatura. 

Tutti questi elementi vengono poi combinati durante la stampa 3d per mezzo di forze magnetiche e il risultato è un frammento di tessuto. La tecnica funziona nello spazio in modo diverso rispetto a quanto accade sulla Terra. 

Grazie all'assenza di peso la stampa avviene infatti in tempi più rapidi, inoltre il materiale biologico che costituisce la bistecca non viene depositato a strati, come avviene sulla Terra quando si stampano mini-organi o frammenti di tessuti, poiché nello spazio le cellule non sono spinte verso il basso, si depositano naturalmente su tutti i lati, formando una struttura tondeggiante, come avviene quando si fa una palla si neve.

Esempio "terrestre" di bistecca stampata in 3D (cbs/youtube)

Pronta la prima bistecca spaziale: è stata stampata in 3d sulla Stazione Spaziale Internazionale a partire da poche cellule di bovino. Adatta per essere consumata dall'uomo e ottenuta senza macellazione, la carne stampata in orbita è il risultato dell'esperimento guidato da un'azienda israeliana e condotto in collaborazione con un'azienda russa e due americane.

L'obiettivo è duplice: da un lato le bistecche ottenute in orbita potrebbero diventare cibo nutriente e "fresco" per gli astronauti impegnati nei futuri lunghi viaggi verso Marte, dall'altro la stessa tecnologia permetterebbe di avere sulla Terra carne a costo zero dal punto di vista ambientale.

I primi ingredienti sono cellule bovine aggregate in strutture tridimensionali chiamate "sferoidi". Questi vengono combinati con fattori di crescita e sostanze compatibili con i tessuti biologici chiamate "bio-inchiostri", finora utilizzate nelle stampanti 3d per ottenere organi in miniatura. 

Tutti questi elementi vengono poi combinati durante la stampa 3d per mezzo di forze magnetiche e il risultato è un frammento di tessuto. La tecnica funziona nello spazio in modo diverso rispetto a quanto accade sulla Terra. 

Grazie all'assenza di peso la stampa avviene infatti in tempi più rapidi, inoltre il materiale biologico che costituisce la bistecca non viene depositato a strati, come avviene sulla Terra quando si stampano mini-organi o frammenti di tessuti, poiché nello spazio le cellule non sono spinte verso il basso, si depositano naturalmente su tutti i lati, formando una struttura tondeggiante, come avviene quando si fa una palla si neve.
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