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Addio ai voli in mongolfiera, Torino perde un'altra attrazione turistica

Logo La Repubblica La Repubblica 5 giorni fa di DIEGO LONGHIN
© Fornito da La Repubblica

Il pallone si è sgonfiato. Anzi, ormai è sbrindellato: un mucchio di pezzi in mezzo alle foglie secche nei giardini davanti al Sermig. La mongolfiera che saliva e scendeva nel cuore di Porta Palazzo, diventata uno dei simboli della Torino turistica (15 mila i turisti portati nei periodi migliori) non c'è più. Si va ad aggiungere alle attrazioni che sono sparite, come i battelli sul Po Valentino e Valentina. Il pallone, che era ancora mezzo pieno di elio, è stato smontato. Nel giro di due giorni è scomparso, ridotto a pezzetti sparsi in un angolo del giardino Cardinal Michele Pellegrino insieme con la rete e i cavi che lo trattenevano fino a 150 metri, 17 in meno della stella della Mole, molti metri in più del balcone del tempietto da cui ci si affaccia. Una vista di Torino che non si potrà più avere.

La struttura in stato di abbandono, insieme agli uffici e alla biglietteria, rischia di essere un altro elemento di degrado per la zona. L'unica mongolfiera urbana d'Italia si è imposta a partire dal 2012, quando ha iniziato a volare. Lo stop definitivo al saliscendi a fine primavera, ma per tutta l'estate sono proseguite le trattative per cercare di salvare il sito. Le prime difficoltà a febbraio dello scorso anno quando la Avio San Michele finisce in fallimento. Tra i soci della Avio c'è Stefano Bernardi, il caleidoscopico imprenditore del settore sociale che vantava diverse attività, ma non tutte finite bene. E all'ombra della mongolfiera non sono mancati i gialli, come l'incidente sul lavoro allo stesso Bernardi su cui poi ha indagato la magistratura che ipotizza il tentato omicidio, per cui è rinviato a giudizio un altro socio di Bernardi.

Dopo che l'Avio ha portato i libri in tribunale, la Soluzioni Artistiche prova a interviene nella gestione. Un modo per evitare che l'inattività potesse provocare danni alla mongolfiera. La triangolazione tra Tribunale fallimentare, Comune e società non porta però a nessun risultato concreto. L'epilogo è l'ordinanza di sgombero e lo smantellamento. Ora la piazza sarà occupata da un cantiere per smontare la strutture. E il Comune dovrà inventarsi una nuova destinazione per il giardino.

Lazzero sostiene che Soluzioni Artistiche aveva presentato una proposta alla procedura fallimentare, a giugno, condizionata al rilascio di una nuova concessione per occupare lo spazio dei giardini. Da parte di Palazzo Civico non si poteva superare l'anno. Al massimo rinnovabile e con un ritocco della concessione. Troppo poco rispetto all'investimento stimato per rimettere in moto la mongolfiera. Minimo 100 mila euro per la sostituzione del pallone. "Per questo abbiamo dovuto ritirare la nostra offerta, purtroppo", dice Lazzero. " È un vero peccato - sottolinea il responsabile che aveva ottenuto dal tribunale il via libero - per la città e per i turisti. Si trattava di una delle attrazioni di Torino. Forse si doveva privilegiare il mantenimento dell'aerostato".

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