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Affiido di minori, l'assessore regionale Caucino chiama i carabinieri: "Mi hanno impedito di entrare nella comunità"

Logo La Repubblica La Repubblica 11/09/2019 di MARIACHIARA GIACOSA
© Fornito da La Repubblica

Voleva fare un'ispezione alla comunità terapeutica per minori, ma l'assessore regionale al welfare Chiara Caucino è rimasta fuori dai cancelli. Ha persino chiamato i carabinieri, ma non è servito a nulla. La responsabile della struttura Cascina del Pozzo di Nizza Monferrato, in collegamento anche con la referente sanitaria, non ha dato il via libera alla visita all'interno della struttura che ospita dieci ragazzi in difficoltà gestita dalla cooperativa sociale Pulas. "Mi è stato detto che in base al regolamento interno nessun adulto, nemmeno i genitori, può accedere alla struttura. Io sono l'assessore ai Bambini e mi occupo di tutte le politiche socio-sanitarie del Piemonte, ho ricevuto alcune segnalazioni su questa struttura e sono venuta per vedere di persona come stanno le cose. trovo inaudito che non sia stato possibile per l'assessore constatare il benessere psicofisico dei ragazzi" denuncia Caucino che racconta di essere rimasta fuori dalla struttura "davanti a un cancello, per due ore e mezza, sotto la pioggia, insieme ai miei collaboratori".

L'assessore ricorda che "i cittadini piemontesi pagano 260 euro al giorno, più iva, per ogni minore presente in questa struttura e credo che, soprattutto dopo i gravi fatti di cronaca avvenuti in Italia negli ultimi tempi, verificare non sia solo un mio diritto ma anche un dovere. Trovo tutto questo inaccettabile" conclude. L'esponente della giunta Cirio già nelle prime settimane di mandato ha annunciato una legge per arrivare ad "affidi zero" perché, aveva detto "in Piemonte il numero di allontanamenti dei minori dalle proprie famiglie è superiore alla media nazionale e dobbiamo capire il perché". Caucino era stata poi protagonista, insieme all'assessore Fabrizio Ricca, dell'esposizione dello striscione "Verità su Bibbiano" sulla facciata del Palazzo della Regione, da cui era stato poi rimosso anche per le proteste dell'opposizione. 

All'attacco dell'assessora della giunta Cirio va la consigliera regionale del Pd Monica Canalis: "L'approccio poliziesco dell'assesora Caucino è molto grave e rischia di danneggiare i minori ospiti della comunità. Il divieto di accesso è a tutela degli stessi minori. Sembra quasi che l'assessora, o forse faremmo meglio a chiamarla sceriffo, stia cercando di far esplodere qualche caso di irregolarità per delegittimare tutto il sistema piemontese di accoglienza. Gli enti con poteri ispettivo sono le commissioni di vigilanza delle Asl, i carabineri del Nas e la procura. Solo loro possono fare visite di controllo. Verificheremo se si è profilato un abuso d'ufficio".

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