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Il candidato di Ankara è il nuovo presidente di Cirpo Nord

Il nazionalista Ersin Tatar, fortemente sostenuto dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan, è il nuovo 'presidente' della repubblica separatista turca di Cipro del nord , riconosciuta solo da Ankara. Nel ballottaggio di oggi, Tatar ha ottenuto il 51,7% dei voti , sconfiggendo l'uscente Mustafa Akinci , moderato e pro-riunificazione, da tempo alle corde con Erdogan, fermatosi al 48,3% . L'affluenza è stata del 67,3%. Un referendum di fatto sul rapporto con la Turchia e la sua politica espansionistica nel Mediterraneo orientale che non era dal risultato scontato, nonostante l'ingombrante intervento di Ankara durante la campagna elettorale. Aspra battaglia elettorale Al primo turno di una settimana fa, il 60enne Tatar aveva chiuso leggermente in testa con il 32%, due punti sopra il 72enne Akinci, che però si era presentato alle urne forte dell'appoggio dal socialdemocratico Tufan Erhurman, giunto terzo con il 21%. Sulle speranze di una pacificazione sempre più difficile dopo le ennesime trattative fallite nel 2017, ha invece prevalso la garanzia offerta dall'ombrello di Ankara nel braccio di ferro con Nicosia e nel Grande Gioco intorno alle risorse energetiche dell'isola. Ankara esulta Un successo subito celebrato da Erdogan e dal ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, con la promessa di "difendere i diritti e gli interessi legittimi di Cipro nord nel Mediterraneo orientale". Il nuovo leader dei turco-ciprioti, già 'premier' uscente, ha assicurato pieno appoggio alla linea aggressiva di Erdogan sull'isola, divisa in due dal 1974, quando l'esercito di Ankara intervenne militarmente in risposta a un tentativo di golpe per l'annessione di Cipro alla Grecia. L'antipasto era stato servito già alla vigilia del primo turno elettorale, con la riapertura al pubblico della spiaggia di Varosha (Maras in turco), località turistica fantasma per 46 anni, dopo la fuga dei residenti greco-ciprioti e il congelamento dello status quo mediato dall'Onu. Uno strappo denunciato da Nicosia con l'appoggio dell'Ue. Con Tatar, che ha blindato la presenza di decine di migliaia di soldati turchi, Erdogan ritrova un fronte unito nel tira e molla con Atene e Nicosia, a pochi giorni dal nuovo invio di una nave turca in cerca di idrocarburi nelle acque contese con la Grecia dell'Egeo sudorientale. Uno scontro che si è riacceso dopo le reciproche promesse di dialogo e che ha riportato sul tavolo anche la minaccia di sanzioni dell'Ue contro Ankara.
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