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Libano, Macron duro: "La classe dirigente ha tradito"

"Mi vergogno per la classe dirigente libanese". Parole dure quelle del presidente francese Emmanuel Macron, 24 ore dopo la rinuncia di Mustapha Adib a formare un governo in Libano. Il primo ministro incaricato questo sabato ha gettato la spugna, Macron che aveva sponsorizzato personalmente la transizione, gli dà un'ultima chance, ancora un mese di tempo, ma intanto attacca frontalmente: "Le forze politiche libanesi, i loro leader, i leader delle istituzioni libanesi non hanno voluto chiaramente, risolutamente, esplicitamente, non hanno voluto rispettare l'impegno preso con la Francia e la comunità internazionale. Hanno deciso di tradire". Principale indiziato Hezbollah che chiedeva per sé il ministero delle finanze e che avrebbe fatto saltare il banco. Del partito di dio Macron ha detto "Non può al tempo stesso essere un esercito in guerra contro Israele, una milizia scatenata contro i civili in Siria, e un partito rispettabile in Libano". Dietro l'ostruzionismo del partito sciita ci sarebbero le sanzioni americane che colpiscono dei suoi membri. Macron, dopo la devastante esplosione al porto di Beirut del 4 agosto , si era recato due volte in Libano spingendo per un cambio radicale di classe dirigente, necessitando di un alleato forte nell'area. La devastante esplosione del 4 agosto ha provocato quasi 200 morti, oltre 6000 feriti e danni per 8 miliardi di dollari. Incalcolabili i danni al patrimonio Unesco della città e all'economia del Paese già a terra da tempo, vittima di corruzione, inflazione e totale assenza di orizzonte. Per saperne di più : Macron a Beirut chiede una commissione d'inchiesta Macron alla guida della difficile rinascita del Libano

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