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Svizzera al voro sulla "Brexit elvetica". Transfrontalieri a rischio

Lo hanno già definito il referendum della “Brexit elvetica“ . La Svizzera è chiamata a decidere se revocare a libera circolazione delle persone. E puntare a cambiare la Costituzione. Il Paese che è fuori dall’Unione Europea ma fa parte dell’area Schengen, torna alle urne su iniziativa del partito conservatore populista Udc, che punta a ottenere il successo del referendum del 2014 per un tetto sull’immigrazione. La Brexit elevetica In caso di vittoria dei Sì, verrebbero messi in pericoli tutti gli altri accordi con l’Unione europea. Con conseguenze di non poco conto per i frontalieri italiani, che ogni giorno varcano il confine. Gli svizzeri, dal canto loro, non vogliono rompere i legami storici e tagliare i ponti con l’Europa. Ma gli svizzeri non sembrano avere alcuna voglia di rompere i ponti con l'Europa, visto anche il momento delicato per l’economia interna dovura alla crisi del Covid-19. Contro l’iniziativa dell’Unione Democratica di Centro – il partito di destra che controlla il maggior numero di seggi al Consiglio nazionale, sono schierati tutte le altre formazioni. La paura è una rottura con Bruxelles che limiterebbe le opportunità di esportazione per le aziende svizzere, minacciando posti di lavoro, portando un aumento di prezzi e carenza di manodopera. Da quando è stata approvata la libera circolazione fra Unione Europea e Svizzera, la popolazione è aumentata anche grazie all’arrivo di circa un milione di migranti. Fra questi, circa 750mila provengono da stati europei. Se passa la stretta, se vince il sì quali conseguenze? Se il referendum sull'iniziativa di limitazione dovesse essere sostenuto dagli elettori, il Consiglio federale svizzero dovrà porre fine all'accordo di libera circolazione con l'UE entro 12 mesi e se i negoziati falliscono, anche gli altri accordi verranno risolti. L'UDC, l'Unione di centro, la destra svizzera, sostiene che con l'Ue ci saranno in futuro nuovi negoziati ma che la Svizzera non può sostenere il numero di immigrati che ospita attualmente. Quasi il 25% degli abitanti - 2,1 milioni di persone - sono stranieri, di cui la maggioranza (1,4 milioni di persone) proviene dall'Unione Europea e dal Regno Unito. Ma siamo sicuri che alla Svizzera convenga il sovranismo autarchico? Non bisogna dimenticare, infatti che l'Ue è il principale partner commerciale del Paese. Come reagiscono le persone? Il Consiglio federale svizzero e il parlamento hanno raccomandato di votare "no" all'iniziativa, affermando che "metterebbe a repentaglio le relazioni stabili della Svizzera con il suo partner principale" e minaccerebbe "posti di lavoro e prosperità di fronte a grandi incertezze economiche". La Swiss Trade Association ha sottolineato in una dichiarazione che si trattava di una "iniziativa di cessazione" che avrebbe danneggiato le piccole e medie imprese. "Il networking internazionale è un fattore essenziale per il successo economico della Svizzera. L'economia svizzera guadagna un franco su due all'estero", ha affermato Daniela Schneeberger, vicepresidente dell'Unione svizzera delle arti e dei mestieri. Il Canton Vaud e diversi istituti di istruzione superiore hanno affermato in un comunicato che se l'iniziativa venisse approvata, "avrebbe conseguenze dirette per importanti progetti di ricerca". La dichiarazione continuava: "In caso di successo, metterebbe fine a molti progetti di cooperazione internazionale e renderebbe molto difficile la collaborazione tra la Svizzera e l'Unione europea".
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