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Polemica sulle norme sanitarie saltate al corteo del centrodestra

Roma, 3 giu. (askanews) - Il giorno dopo la manifestazione del centrodesta a Roma in occasione del 2 giugno infuria la polemica per il mancato rispetto delle norme sanitarie per il distanziamento sociale. Dovevano essere presenti 300 o 400 persone fra parlamentari e dirigenti politici, ma ne sono arrivati molti di più alla manifestazione che secondo il leader della Lega Matteo Salvini puntava a rappresentare "gli italiani dimenticati e portare le nostre proposte". Nella scenografica occupazione di via del Corso con uno striscione tricolore lungo centinaia di metri tra selfie, passaggi di cellulari, calca i leader del centro destra più volte nonostante la folla e la ressa di giornalisti e fotografi hanno calato la mascherina e parlato ai microfoni senza alcuna protezione. Critico Silvio Berlusconi: "Non si può fare la predica e poi essere i primi a trasgredire". Ma il giudizio che viene dalle forze opposte al centrodestra, cioè dalla maggioranza di governo, che ha stigmatizzato il comportamento irresponsabile dei leader del centrodestra. Per il capogruppo Pd al Senato Andrea Marcucci: "C erano tanti modi - scrive su twitter - per manifestare il proprio dissenso. Salvini e Meloni ovviamente hanno scelto il peggiore, fregandosene dei sacrifici di milioni di italiani. Che pena".
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