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The Brief from Brussels: l'incerto futuro degli eurodeputati catalani...e non solo

In questi giorni è stato possibile vedere aggirarsi per i corridoi del parlamento europeo l'ex presidente catalano, Carles Puigdemont. Quello che è insolito è che è potuto entrarvi comeospite. A lui è stato infatti negato l'accredito temporaneo come membro eletto del Parlamento europeo. La decisione è stata presa su richiesta di tre partiti politici spagnoli, tra cui il Partito Popolare i Socialisti e dai Liberali di ciudadanos. La misura è stata adottata dal presidente Antonio Tajani, che per giustificare la decisione ha dovuto sospendere l'accreditamento di tutti i nuovi deputati spagnoli ... che per il momento possono accedere all'Eurocamera solo come ospiti. La decisione ha sollevato polemiche. Tre vicepresidenti del Parlamento, compreso il liberale Pavel Telička hanno chiesto spiegazioni e preteso che la questione venisse esaminata in occasione della prossima riunione. Il governo regionale catalano insiste sul fatto che il Parlamento europeo dovrebbe essere organismo democratico che rispetta il voto dei cittadini. Alfred Bosch, ministro della Catalogna per gli affari esteri sostiene che "Ricevere accrediti è una formalità, la sostanza della questione è che 1,7 milioni di elettori hanno eletto dei deputati al Parlamento europeo. Crediamo il diritto degli elettori ad essere rappresentati e il diritto di quelli eletti a rappresentare i loro elettori debbano essere rispettati dal Parlamento europeo". Tajani ha giustificato la misura affermando che sta aspettando che le autorità spagnole comunichino l'elenco definitivo dei deputati eletti. In quell'occasione Puigdemont dovrebbe recarsi a Madrid per giurare sulla costituzione. Ma ciò potrebbe significare l'arresto per l'ex leader indipendentista.
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