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Coppia in crisi? Ecco i segnali per capirlo

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Le critiche continue 

Le critiche continue  © Fornito da PRS s.r.l. Le critiche continue  Battibecchi, litigate, qualche porta sbattuta e poi silenzi, musi lunghi, serate annoiate davanti alla tv. Tranquilli, va tutto bene. È il ritratto di una coppia normale, con i suoi momenti no e i suoi alti e bassi. Secondo i ricercatori Julie Schwartz Gottman e John Mordechai Gottman, autori del manuale Dieci principi per una terapia di coppia efficace (Raffaello Cortina), tra i fattori predittivi di una crisi ci sono le critiche continue rivolte all’altro/a. Non quelle fatte con il sorriso, amorevolmente, per fargli/le capire i suoi errori e aiutarlo/la a migliorarsi. «Parliamo della tendenza a sottolineare qualunque difetto o errore con un rimprovero o un’accusa, con il preciso scopo di svilire il partner», spiega Roberta Rossi, psicologa e sessuologa a Roma, presidente della Federazione italiana di sessuologia scientifica. A furia di collezionare risentimenti, parole non dette, questioni irrisolte, la coppia soccombe sotto un cumulo di odio e il rinfacciare diventa un’abitudine.

Dal "triangolo" al "poliamore", quando la coppia è aperta

La fuga dai problemi veri 

La fuga dai problemi veri  © Fornito da PRS s.r.l. La fuga dai problemi veri  «Uno dei due diventa sempre più aggressivo, mentre l’altro, costantemente sotto esame, si sente schiacciato», continua Rossi. «La soluzione? Prendete i risentimenti e buttateli via. Cioè, imparate a distinguere le futilità quotidiane, alle quali vi aggrappate per non affrontare i veri problemi, dai veri nodi irrisolti. Portate a galla i problemi e metteteli sul tavolo una volta per tutte, prima che sia troppo tardi». Altrimenti, in men che non si dica, la critica diventerà disprezzo, sarcasmo, denigrazione totale.

Egoismo e disinteresse 

Egoismo e disinteresse  © Fornito da PRS s.r.l. Egoismo e disinteresse  Una parola di troppo può scappare nei momenti di rabbia, ci mancherebbe. «Ma quando insulti e parolacce diventano quasi un intercalare significa che stanno venendo a mancare stima e rispetto, due pilastri fondamentali», spiega l’esperta. «Inoltre sono un boomerang, perché l’aggressività richiama altra violenza, seppur verbale». Anche il disinteresse è un segnale d’allarme: secondo lo psicologo Bryce Kaye, autore di un saggio best-seller, The Marriage First Aid Kid (Corso di Pronto soccorso matrimoniale), non considerare i problemi del partner oppure minimizzarli, restando troppo centrati su se stessi, sposta il baricentro della relazione su una dimensione individuale che non fa bene alla coppia.

La trappola del sospetto

La trappola del sospetto © Fornito da PRS s.r.l. La trappola del sospetto Mantenere l’equilibrio tra io, tu e noi non è facile e c’è anche chi cade nell’errore opposto, segnala Kaye, cioè quello di invadere spazi off limits. «Si comincia a guardare quando lui o lei ha aperto WhatsApp l’ultima volta, a rimuginare sul perché non ha letto il messaggio, a chiedersi chi è entrato nella lista dei nuovi amici su un social, a scaricare App per sapere se ha detto la verità su dove si trovava», afferma Giuseppe Lavenia, psicologo e psicoterapeuta, presidente dell’Associazione nazionale dipendenze tecnologiche e cyberbullismo.

No categorico alle sbirciatine, dunque, come spiega Rossi. «Si tratta di una sfera privata: anche se non c’è nulla da nascondere viene vissuta come un’invasione di campo. È sempre preferibile parlare, se qualcosa dell’altro non convince, mentre fare gli investigatori privati alimenta rancori e malintesi».

La mancanza di dialogo

La mancanza di dialogo  © Fornito da PRS s.r.l. La mancanza di dialogo 

Litigare stanca. A furia di criticare, rinfacciare, controllare, investigare, la coppia è stremata e getta la spugna. Sul campo di battaglia regna il silenzio: la prova lampante che si è giunti sull’orlo del precipizio. La coppia si chiude a riccio per evitare la fatica di un altro scontro. Quando a ogni tentativo di confronto segue un lungo sciopero della parola, si è arrivati a quello che Gottman chiama l’atto conclusivo della crisi, che conduce dritti alla parola fine. E quando manca la comunicazione, non c’è più nulla da fare.

Il potere distruttivo

di un like

Il potere distruttivo di un like © Fornito da PRS s.r.l. Il potere distruttivo di un like Secondo un’indagine condotta dal sito Divorce-Online, i social media e gli strumenti di messaging sono una delle sette principali cause di rottura amorosa. «Nei momenti di debolezza, ci si lascia irretire facilmente via social: basta un like o un commento per cadere in tentazione. Ma anche all’interno della coppia il mondo digitale è un’arma a doppio taglio. D’altro canto, essere fraintesi con un messaggio o con un post è altrettanto semplice: non sempre con la scrittura si riesce a essere efficaci come si vorrebbe. Usate pure questi mezzi, ma al messaggino fate sempre seguire un momento di confronto vis à vis».

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