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Fuoco di Sant’Antonio: cura naturale e rimedi della nonna

Logo Tuo Benessere Tuo Benessere 4 giorni fa Sabrina Rossi
fuoco di sant’antonio 1 © Fornito da Nextone Media Limited fuoco di sant’antonio 1

Il fuoco di Sant’Antonio, chiamata clinicamente Herpes Zoster, è una malattia molto dolorosa che colpisce coloro che hanno avuto nel corso della loro vita la varicella, sopratutto adulti ed anziani. Vediamo insieme in che modo si può curare anche con i semplici rimedi della nonna.

Fuoco di Sant’Antonio cos’è

Prima di tutto capiamo meglio che cos’è il fuoco di Sant’Antonio. Questo è ovviamente il nome di origine popolare, l’appellativo scientifico è Herpes Zoster. E’ causato dallo stesso virus che provoca la varicella, e consiste nella riattivazione di questo virus rimasto nel nostro organismo allo stato silente se abbiamo avuto la varicella. Il virus, quindi, rimane nel nostro corpo annidandosi in alcuni tessuti del sistema nervoso, sfuggendo così alle difese immunitarie. E’ ovviamente in uno stato di quiescienza, e si può riattivare quando diminuiscono le nostre difese immunitarie, soprattutto in età anziana oppure quando ci troviamo in forti situazioni di stress.

Vediamo, adesso, quali possono essere i sintomi dolorosa patologia. La prima manifestazione della malattia consiste in alcuni sfoghi cutanei, macchie rosse, bolle e vescicole. Solitamente le aree interessate da questi sfoghi sono il tronco e anche il viso: nel caso in cui colpisca vicino agli occhi bisogna prestare ancora più attenzione perché potrebbe causare conseguenze permanenti. L’area colpita è molto sensibile al dolore al bruciore, anzi il dolore può comparire prima dello sfogo stesso. Conseguenze della malattia sono febbre, mal di testa, nausea, vomito.

Se viene coinvolta la zona degli occhi, la malattia viene chiamata herpes zoster oftalmico: in questo caso, è necessario recarsi da un medico, che vi saprà dire come comportarsi.

Fuoco di Sant’Antonio cure

Si tratta ovviamente di una malattia curabile. Si possono attuare rimedi della nonna, ma non solo. Esistono, infatti, anche dei veri e propri farmaci che possono essere assunti, per fare in modo che l’herpes regredisca con il passare del tempo. Il trattamento medico prevede l’uso di farmaci analgesici ed antinfiammatori. Spesso, inoltre, il medico può optare per la somministrazione di farmaci antivirali, che permettono di ridurre i sintomi e la loro gravità.

E’ inoltre disponibile un vaccino i cosiddetti soggetti a rischio, cioè categorie di persone particolarmente esposte alla malattia. Il vaccino non solo previene la comparsa dell’Herpes, ma, nel caso di contrazione, riduce le complicanze più gravi del virus. Chi non ha mai avuto la varicella non verrà colpito dal fuoco di Sant’Antonio, mentre chi l’ha contratta avrà un 10-20% di probabilità che il virus si riattivi durante tutto l’arco della vita.

Viene considerata, quindi, un’infezione secondaria rispetto al virus della varicella. L’intensa esposizione ai raggi solari, così come un periodo di stress o di debilitazione (come per gli anziani) può provocare una riattivazione del virus silente nel nostro corpo, nei soggetti che già hanno contratto varicella. In Italia, si registrano almeno 150.000 nuovi casi all’anno di Herpes Zoster.

Fuoco di Sant’Antonio Rimedi naturali

I farmaci non sono l’unico modo per liberarsi di questa dolorosa patologia, anche in natura esistono molti rimedi che possono far guarire più velocemente e di ridurre i sintomi nel modo più veloce possibile. I rimedi naturali, ovvero i cosìddetti “rimedi della nonna”, possono essere una valida alternativa per chi vuole evitare i farmaci. E’ possibile agire sullo sfogo applicando bendaggi con acqua fredda, lasciati agire sulla zona interessata per alcuni minuti.

Un altro metodo molto valido è quello della farina d’avena o dell’amido di mais. Questo rimedio prevede che il malato si immerga nella vasca da bagno contenente una miscela di acqua e una delle due farine per circa 20 minuti. Questo trattamento dovrebbe ridurre il prurito.

Un altro rimedio può essere quello di versare su ogni bolla qualche goccia di acqua ossigenata pura, attraverso l’aiuto di cotone idrofilo oppure di un contagocce.

Anche l’applicazione di miele sulle singole scottature può alleviare bruciore e prurito.

Altri rimedi, infine, consistono in alcuni decotti da applicare localmente, come quello di verbena, di dente di leone, di piantaggine o di bardana. Si tratta di erbe che alleviano la sensazione di dolore e di prurito a contatto con la nostra pelle, aiutandoci di conseguenza a guarire prima.

Scegli tu!
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