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5 trucchi per continuare a correre anche quando si è stanchi

Logo Sportoutdoor24 Sportoutdoor24 15/07/2017 Claudio Gervasoni

Capita a tutti: esci per correre ma a un certo punto ti senti davvero stanco, quasi da non farcela a continuare. E però devi tornare a casa, e lo vuoi fare correndo, non trascinando i piedi, oppure hai un tuo obiettivo da raggiungere e non si può proprio mollare.

Come fare allora per continuare a correre anche quando si è stanchi e le gambe non vanno più? Ecco 5 trucchi, del tutto personali, per non mollare e continuare ad andare avanti.

Pensa all’appoggio dei piedi

Banale, ma si corre (soprattutto) con i piedi e concentrarsi sulla corretta tecnica di appoggio dei piedi aiuta a rimettere in sesto tutta la meccanica di corsa. L’importante è sapere se si è tipi da corsa sugli avampiedi (e allora è importante sfiorare il suolo e cercare la leggerezza) oppure se si è tipi da rullata del piede, e allora occorre concentrarsi sull’appoggio del tallone e sulla spinta fino alla punta delle dita.

> Per approfondire: Meglio appoggiare prima le punte o i talloni?

Accorcia il passo

Inutile intestardirsi: se è giornata no, è giornata no, e per continuare a correre bisogna scalare la marcia, accorciando il passo per non affaticare i muscoli delle gambe, appoggiando i piedi delicatamente.

> Per approfondire: 8 errori da evitare quando si corre

Registra il movimento delle braccia

Ci si pensa poco, eppure nella corsa le braccia svolgono una fondamentale azione di bilanciamento che permette di utilizzare al meglio l’energia. E allora quando la stanchezza sopraggiunge, via a un rapido ripasso mentale: l’oscillazione coordina il braccio destro con la gamba sinistra e viceversa; i gomiti passano vicini ai fianchi ma senza toccarli e sono piegati a 90°, chiudendosi leggermente quando il braccio va avanti e aprendosi un poco quando il braccio va indietro; le spalle rimangono sostanzialmente ferme.

> Per approfondire: 5 consigli per correre più veloce

© Sportoutdoor24

Concentrati sul respiro

La fatica taglia il fiato, anche quando si corre, e così quando sembra che non ci siano più energie per andare avanti è il caso di concentrarsi sulla corretta respirazione. Non serve respirare di più o più a fondo (anzi, la troppa aria potrebbe provocare compressione e dolori a fegato e milza) ma respirare meglio, agevolando l’ingresso dell’aria nei polmoni respirando sia con il naso che con la bocca ma sempre a un ritmo naturale e non forzato, per esempio impiegando il tempo di 3 passi per inspirare e di altrettanti per espirare.

> Per approfondire: 4 consigli per rendere piacevole correre

Pensa ad altro

Occhio non vede cuore non duole? Non vale solo per le pene d’amore ma anche per le fatiche del maratoneta: se tutti i trucchi qui sopra non funzionano, non resta che distogliere l’attenzione dalla fatica e dalle gambe pesanti e pensare ad altro. Che poi è quello che succede a ogni runner non appena entra nel mood della corsa: le gambe vanno in automatico e i pensieri si chiariscono magicamente. O no?

> Leggi anche: Running e filosofia: Correre con il branco di Mark Rowlands

Photo credits: Imagnet


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