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Grazie ai cammelli ecco un nuovo vaccino antinfluenzale

Logo Il Giornale Salute Il Giornale Salute Un giorno fa Paolo Grillandi
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Un vaccino universale contro l'influenza, potenzialmente in grado di combattere 60 diverse varianti influenzali. No, non è fantascienza, è ciò che hanno messo a punto alcuni ricercatori dello Scripps Research Institute: uno spray nasale che nei primi test, condotti sui topi, ha dimostrato di combattere con successo i virus influenzali di tipo A e B, i due principali responsabili della malattia negli esseri umani.

I virus dell'influenza mutano costantemente, cambiando ogni volta un biomarcatore che si trova sulla loro superficie e che è il bersaglio degli anticorpi; ciò significa che un vaccino creato per combattere una variante molto probabilmente non andrà bene per altre, ed esaurirà velocemente la sua efficacia. I ricercatori californiani, coordinati da Nick Laursen, sembra siano riusciti ad affrontare efficacemente questo ostacolo aggregando in un unico anticorpo 'multiuso' tante strutture di anticorpi diverse.

Questo risultato è stato ottenuto partendo da una classe di anticorpi prodotti dai camelidi, la famiglia a cui appartengono cammelli, dromedari, lama, alpaca e altri. La struttura degli anticorpi di questi animali è diversa da quella degli anticorpi umani, esiste dunque la possibilità di una risposta immunitaria ad essi, che peraltro è già stata riscontrata molte volte, ma gli scienziati sostengono di avere a disposizione molte strategie per superare questo problema. I primi test, condotti sui topi di laboratorio, hanno avuto successo: il vaccino li ha resi immuni sia quando iniettato direttamente, sia quando somministrato tramite spray nasale, anche a basse dosi. Inoltre i ricercatori hanno dimostrato che gli anticorpi rimangono attivi nell'organismo per nove mesi nei roditori e quattro mesi nei macachi rhesus, primati molto diffusi in Asia.

Ricerche come questa - che è stata pubblicata sulla rivista Science, svolte sugli anticorpi presenti in altre specie animali stipulano un'assicurazione sulla vita per l'umanità, perché questi studi permetteranno di combattere anche minacce future che al momento non si possono prevedere.

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