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Integratori di calcio e vitamina D sono davvero efficaci?

Logo Il Giornale Salute Il Giornale Salute 12/01/2018 Paolo Grillandi

L'autonoma assunzione di integratori di calcio e di vitamina D per prevenire le fratture ossee negli anziani sarebbe inutile: a sostenerlo è una recente ricerca di un gruppo di scienziati dell'ospedale cinese di Tianjin, i quali hanno svolto una metanalisi su 33 studi clinici sul tema, svolti negli ultimi anni e riguardanti 50 mila persone di età superiore ai 50 anni. Secondo i ricercatori cinesi, il cuo studio è stato pubblicato su JAMA, gli anziani dovrebbero smettere di assumere integratori di calcio e vitamina D al di fuori di strutture assistenziali e altre istituzioni sanitarie.

Da una nota emessa dalla Società europea di Endocrinologia emerge, tuttavia, un certo scetticismo: pur facendo emergere alcuni dati interessanti, secondo gli esperti europei lo studio avrebbe diversi punti deboli. Anzitutto alcune ricerche incluse nello studio non sarebbe di qualità e andrebbero, pertanto, ad alterare la validità dei risultati complessivi. Secondariamente, tra le ricerche analizzate vi sarebbero grandi differenze tra dosi, tipo e frequenza di vitamina D utilizzata, ed è poco consistente l'uso del calcio in associazione alla vitamina D; in questo modo sarebbe impossibile stabilire se i pazienti presentino effettivamente carenza di vitamina D, né se dosi utilizzate abbiano effettivamente ristabilito i livelli ottimali, per questo motivo è difficile trarre delle indicazioni pratiche dalla ricerca. 

Integratori di calcio e vitamina D sono davvero efficaci? © Thinkstockphotos Integratori di calcio e vitamina D sono davvero efficaci?

Detto ciò, la ricerca può comunque aiutare a diffondere un messaggio corretto: gli integratori di calcio e vitamina D non sono un trattamento universale, da raccomandare a chiunque abbia superato una certa età. Si tratta piuttosto di terapie indirizzate solamente a chi presenta effettivamente una carenza di queste sostanze: l'indicazione clinica rimane quella di trattare chi ne ha bisogno e non la popolazione generale.

In sostanza gli anziani sono indubbiamente soggetti a rischio per la carenza di vitamina D, ma in assenza di una diagnosi accertata non ha senso promuovere l'utilizzo degli integratori. Bisogna piuttosto ricorrere a strategie di prevenzione basate su una corretta alimentazione, su un'attività fisica regolare che permetta lo sviluppo di un'adeguata muscolatura che a sua volta funzioni da stimolo per il rinnovamento dell'ossatura e soprattutto è importante passare più tempo all'aria aperta, con almeno il 20per cento del corpo esposto alla luce del sole, possibilmente anche in inverno nelle ore più calde della giornata.

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