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Le emozioni: una questione di cuore o di cervello?

Logo Il Giornale Salute Il Giornale Salute 14/03/2018 Paolo Grillandi

Stando a quanto emerso da uno studio tutto italiano, di recente pubblicazione sulla rivista scientifica americana Brain and Cognition, gli stati emotivi - in particolare l'amore - sarebbero in grado di attivare significativamente il cervello dei soggetti più giovani (cosa che vale anche per gli adulti, anche se in forma minore). A effettuare questa scoperta sono stati alcuni ricercatori dell'IRCCS Medea, in collaborazione con il Polo di Bosisio Parini dello stesso Istituto, con la Fondazione IRCCS Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico e con l'Università degli Studi di Milano.

Le emozioni: una questione di cuore o di cervello? © Thinkstockphotos Le emozioni: una questione di cuore o di cervello?

Per giungere a questa conclusione gli scienziati, coordinati da Barbara Tomasino, hanno preso in esame un gruppo di adolescenti, di età compresa tra i 14 e i 19, ai quali è stato fatto svolgere uno tra due compiti: leggere mentalmente un verbo che descrive un'emozione oppure uno che descrive un'azione. In entrambi i casi si chiedeva ai ragazzi di immaginare se stessi nella situazione corrispondente. Durante il test i partecipanti sono stati sottoposti a risonanza magnetica, dalla quale è emerso che immedesimarsi in situazioni definite da verbi che descrivono stati emotivi - come amare oppure odiare una persona cara - causa un incremento di attivazione in due prescise aree del cervello; incremento non si riscontra invece con i verbi che richiamano azioni, come afferrare o scrivere. Si è osservato che le zone cerebrali che si 'accendono' sono quelle in cui viene codificata la consapevolezza emotiva legata alle parti del nostro corpo, come quando aumenta la sudorazione per uno stato d'ansia o accelera il battito cardiaco per la paura: dunque non è sufficiente pensare al verbo 'amare' affinché si attivino le aree cerebrali coinvolte nella decodifica di questa esperienza emotiva, ma occorre immaginare anche le sensazioni corrispondenti all'amore.

La ricerca è molto importante, perché potrebbe aprire la strada verso l'approfondimento di quelle situazioni emotive che spesso si riscontrano, in psicopatologia, in ragazzi che soffrono di fobie o disturbi come l'ansia e la depressione.

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