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Se sei assonnato di giorno sei più a rischio Alzheimer

Logo Il Giornale Salute Il Giornale Salute 14/09/2018 Paolo Grillandi
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Da un recente studio, effettuato dallo statunitense National Institute on Aging e pubblicato sulla rivista scientifica Sleep, la sonnolenza diurna potrebbe aumentare il rischio di manifestare, nel corso degli anni, l'Alzheimer. Dalla ricerca è emerso, infatti, che sentirsi assonnati durante il giorno si associa a un rischio triplo di sviluppare nel cervello accumuli tossici della proteina beta-amiloide, che viene ritenuta la causa di questa patologia neurodegenerativa.

Lo studio ha preso in esame un gruppo di volontari, la cui salute è stata monitorata per diversi anni. A costoro è stato chiesto di compilare un questionario con domande sulla qualità del sonno, su eventuali riposini pomeridiani e sulla presenza o meno di sonnolenza durante le ore diurne.

Molti anni dopo, parte del campione è stato sottoposto ad esami specifici per accertare se nel cervello vi fosse un accumulo anomalo della proteina beta-amiloide. In particolare, alcuni partecipanti, dopo 16 anni, sono stati sottoposti alla PET (Tomografia ad Emissione di Positroni), un esame specifico per individuare se nel cervello vi fosse la presenza di questa proteina tossica. Ebbene, è risultato che i partecipanti che nei questionari avevano dichiarato di provare sonnolenza nel corso della giornata, presentavano un rischio tre volte maggiore di avere depositi di questa proteina rispetto agli altri soggetti.

Ai ricercatori non è ancora chiaro come possano essere correlati questi due fattori relativi alla sonnolenza diurna e al maggiore rischio di sviluppare l'Alzheimer, tuttavia sono state avanzate due possibili spiegazioni: la prima è che sarebbero proprio i disturbi del sonno ad essere causa di questi accumuli della proteina beta-amiloide e sonnolenza diurna, nel secondo caso sarebbero invece gli accumuli di questa proteina a favorire i disturbi del sonno e probabilmente la sonnolenza durante il giorno. Adam Spira, coordinatore della ricerca, ha affermato che qualora si fosse certi che i disturbi del sonno possono favorire l'Alzheimer, ci si potrebbe adoperare per trattare i pazienti con problemi di insonnia al fine di evitare questa grave malattia.

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