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Sindrome di Asperger: cos’è, sintomi e cure

Logo Mamme Magazine Mamme Magazine 21/03/2019 Alice Sacchi
Sindrome di Asperger © Fornito da Nextone Media Limited Sindrome di Asperger

La sindrome di Asperger è un disturbo pervasivo dello sviluppo caratterizzato da difficoltà nelle interazioni sociali e schemi comportamentali insoliti. Imparentata con l’autismo, chi soffre di questa malattia non presenta ritardi nell’acquisizione delle capacità linguistiche ma difficoltà nell’imparare le comuni abilità sociali.

Sindrome di Asperger: cos’è?

Coloro che sono affetti dalla sindrome di Asperger manifestano difficoltà nelle interazioni con gli altri, comportamenti ripetitivi e stereotipati, interessi limitati, ma nessun ritardo clinicamente significativo nello sviluppo cognitivo e linguistico. Questa malattia risulta essere imparentata con l’autismo, senza però dare segni di ritardo nell’acquisizione delle abilità linguistiche. Dal 1994 infatti, dopo tutta una serie di test fatti su bambini che presentavano disturbi dello sviluppo, la sindrome di Asperger è stata considerata una categoria a parte. Chi iniziò, già negli anni quaranta a parlare di questa patologia, fu il pediatra e psichiatra di origine austriaca Hans Asperger, da cui deriva il nome della sindrome. Il suo lavoro fu riconosciuto, però, soltanto negli anni novanta. Proprio a causa di questo ritardo la sindrome di Asperger è una patologia ancora poco nota. Gli studi e le ricerche continuano a dare i loro frutti e il quadro clinico dei bambini continua ad essere il focus principale di molti ricercatori, interessati a studiare e approfondire meglio i sintomi e le cause di questa malattia.

Sintomi, cause e terapie

La sindrome di Asperger è una malattia caratterizzata da una molteplicità di sintomi. Fra i tratti tipici emerge una scarsa empatia cognitiva, ma non affettiva; l’incapacità del soggetto di gestire le interazioni sociali, l’isolamento sociale, comportamento stereotipato, criticità nella comunicazione verbale e non, interessi limitati e attività ripetitive. Altri fattori correlati con la patologia risultano essere: movimenti maldestri, posture goffe, fragilità emotiva, problemi di propriocezione e scarso sviluppo della coordinazione e dell’equilibrio. Nei bambini affetti dalla sindrome si evidenziano ritardi nell’acquisizione di competenze, come andare in bicicletta o aprire un barattolo, maggiori difficoltà legate al sonno e frequenti risvegli durante la notte. E’ stato osservato, inoltre, che i soggetti giovani presentano un vocabolario molto più sofisticato per la loro età, ma contemporaneamente hanno difficoltà a comprendere il linguaggio figurato e letterale. Carenze nell’umorismo, nell’ironia e nel sarcasmo sono altri sintomi che coinvolgono la personalità degli individui affetti dalla sindrome. Dagli studi effettuati è emerso che questa malattia colpisce maggiormente gli uomini che le donne. Altra scoperta, nonostante le cause siano ancora ampiamente sconosciute, è che questa patologia presenta una familiarità genetica nel suo sviluppo, in particolare quando ad esserne affetto è il padre.

Parlare di terapia, data l’elevata complessità e la poca chiarezza che circonda il disturbo, è abbastanza complicato. Il trattamento farmacologico previsto interviene su sintomi specifici, quali l’iperattività, che viene trattata con farmaci antidepressivi o i rituali ossessivi, affrontati con medicinali anti psicotici. Ma i farmaci non sono l’unico metodo di intervento: il training cognitivo-comportamentale aiuta a progredire le abilità cognitive, sociali e comportamentali delle persone.

Greta Thunberg e la sindorme di Asperger

Greta Thunberg, attivista svedese di soli sedici anni impegnata nello sviluppo sostenibile, è a capo del movimento giovanile globale contro i cambiamenti climatici. La giovane ragazza ha spiegato che ciò che l’ha spinta a fare quello che fa oggi deriva anche dalla sindrome di Asperger di cui è affetta. Quello che ha dichiarato la ragazza è stato:«Non credo sarebbe stato possibile senza. Lavoro e penso in maniera un po’ diversa, mentre era facile per chiunque altro dimenticare questa terribile immagine di un orso polare che muore di fame, mostrataci in classe, io non sarei più in grado di guardarmi allo specchio, se lasciassi perdere».

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