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Un tè al giorno toglie la demenza di torno

Logo OK Salute OK Salute 20/03/2017
© non disponibile

Le signore inglesi fedeli al rito del tè delle cinque la sapevano lunga. Bere una tazza di tè al giorno, nero o verde poco importa, aiuta a proteggere il cervello dal rischio demenza: l'effetto benefico è ancora più evidente negli over-55 che hanno una predisposizione genetica per l'Alzheimer. Lo dimostra uno studio pubblicato su Journal of Nutrition, Health and Aging dall'università di Singapore.

Lo studio

I ricercatori coordinati dal professore Feng Lei hanno monitorato per sette anni quasi mille persone con più di 55 anni che vivevano in ricoveri per anziani, mettendo a confronto il loro stile di vita con le abilità cognitive, verificate con test periodici ogni due anni.

I risultati

I dati raccolti dimostrano che il consumo regolare di tè può dimezzare il rischio di declino cognitivo. Questo effetto protettivo è ancora più potente negli anziani portatori del gene APOE e4 che aumenta il rischio di sviluppare Alzheimer: per loro le probabilità di andare incontro a demenza calano addirittura dell'86%.

Merito degli antiossidanti

«Sulla base delle nostre conoscenze – spiega Feng Lei – questi effetti benefici a lungo termine potrebbero essere dovuti ai composti bioattivi contenuti nelle foglie del tè, come le catechine, le teaflavine, le terubigine e la L-teanina. Questi composti hanno un potenziale antinfiammatorio e antiossidante, oltre ad altre proprietà che possono proteggere il cervello dall'invecchiamento dei vasi e dalla neurodegenerazione. La nostra comprensione dell'esatto meccanismo biologico è ancora limitata e per avere le risposte definitive alle nostre domande saranno necessari ulteriori studi».

Prevenzione per tutti

Di certo, il tè è un'arma di prevenzione alla portata di tutti: tentar non nuoce. «Sebbene il nostro studio sia stato condotto su anziani cinesi – sottolinea Feng Lei – i risultati valgono per tutte le altre etnie, con importanti implicazioni per la prevenzione della demenza. Nonostante le numerose ricerche scientifiche di qualità, non abbiamo terapie farmacologiche davvero efficaci e anche le strategie preventive non sono soddisfacenti. Il tè è una delle bevande più consumate nel mondo. I dati del nostro studio suggeriscono che l'introduzione di questa bevanda è un intervento semplice e a costo zero che può ridurre il rischio di disordini neurocognitivi nell'età avanzata».

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