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Balbuzie: cosa che c’è da sapere su questo disturbo del linguaggio

Logo OK Salute OK Salute 12/09/2018
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Chi balbetta è più a rischio di bullismo 

Chi balbetta è più a rischio di bullismo  © Fornito da PRS s.r.l. Chi balbetta è più a rischio di bullismo  La scuola riapre finalmente i battenti e ciò, per alcuni studenti, è motivo di ansia: stando a un rapporto Istat, infatti, poco più del 50% dei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni ha subito qualche episodio offensivo, non rispettoso e/o violento da parte di altri coetanei nei 12 mesi precedenti. Nel 6% dei casi la derisione è causata dall’aspetto fisico o dal modo di parlare, tanto che i bambini con disturbi specifici del linguaggio, tra cui la balbuzie, sono tre volte più a rischio di bullismo. «La balbuzie, a volte associata anche a spasmi facciali o movimenti involontari, attira l’attenzione degli altri e può far diventare il ragazzo che balbetta un facile bersaglio di scherno» conferma Valentina Letorio, neuropsicologa specialista nel trattamento rieducativo della balbuzie. «Questa situazione si aggrava ulteriormente se si considera che la balbuzie può portare al ritiro e all’isolamento sociale per limitare le occasioni di confronto e di disagio, facendo così etichettare chi balbetta come un elemento debole».

La campagna di sensibilizzazione

Vivavoce Institute, in collaborazione con l'associazione Pepita Onlus, ha lanciato una campagna di sensibilizzazione, accompagnata da un video, al grido di #liberalavoce. Si tratta di un'iniziativa che punta ad aiutare questi ragazzi a coltivare la propria autostima, cercando di educare anche chi gli sta accanto. «Capire cosa è la balbuzie e come si manifesta è il primo passo per sostenere queste persone e far fermare gli episodi di derisione nei loro confronti» dice Giovanni Muscarà, ex balbuziente e fondatore di Vivavoce Institute.

Continua a sfogliare la gallery per conoscere cause, sintomi e terapie della balbuzie.

Di cosa si tratta

Di cosa si tratta © Fornito da PRS s.r.l. Di cosa si tratta La balbuzie è un disturbo del linguaggio, che diventa stentato e meno fluente. Colpisce l’1% della popolazione, compare nell’85% dei casi tra i 18 e i 42 mesi di età e interessa i maschi quattro volte più delle femmine.

Sintomi

Sintomi © Fornito da PRS s.r.l. Sintomi Segni evidenti del problema sono: ripetizione di parti di parole o di intere frasi, prolungamenti di suoni, blocchi e interiezioni. Lo studioso del linguaggio Martin Sommer ha paragonato la balbuzie al suono prodotto da un’orchestra disorganizzata: i singoli orchestrali suonano bene, nessuno strumento funziona male, ma manca il coordinamento delle singole parti che, attivandosi nel momento giusto, rende possibile il parlare. Il balbuziente sa perfettamente ciò che vuole dire, ma non ci riesce.

Cause

Cause © Fornito da PRS s.r.l. Cause Qualche decennio fa si pensava che la balbuzie fosse un problema legato all'emotività. Oggi si considera una serie di concause. Uno studio americano pubblicato sul New England Journal of Medicine ha individuato tre geni responsabili del disturbo, quindi la balbuzie ha sicuramente una base genetica. I fattori emozionali sono solo cause scatenanti in soggetti già predisposti: la difficoltà a esprimersi, infatti, aumenta quando i balbuzienti sono sotto pressione comunicativa, parlano al telefono o non si sentono a loro agio con l’interlocutore.

Quando intervenire

Quando intervenire © Fornito da PRS s.r.l. Quando intervenire Se la balbuzie si manifesta in età prescolare, si risolve spontaneamente in quattro casi su cinque entro un anno dall'insorgenza. Se persiste è bene interpellare gli specialisti, perché il problema non è da sottovalutare: chi balbetta diviene spesso una persona chiusa e con basso livello di autostima, il disturbo condiziona le scelte scolastiche e lavorative, a scapito della propria intelligenza e delle proprie capacità.

Diagnosi

Diagnosi © Fornito da PRS s.r.l. Diagnosi La diagnosi va fatta, con l’aiuto del pediatra, verificando anamnesi, familiarità ed eventuali disturbi associati. La valutazione può prevedere il contributo di più figure: il neuropsichiatra infantile o il neurologo, per escludere la presenza di problemi organici, lo psicologo per il sostegno emotivo, il foniatra, che ha una competenza specifica sul coordinamento fonatorio, e il logopedista.

Terapia

Terapia © Fornito da PRS s.r.l. Terapia La terapia in media dura dai 6 ai 12 mesi. È utile un approccio integrato: logopedia più aiuto psicologico. Il balbuziente lavorerà sul suo atteggiamento comunicativo e sulla gestione dell’ansia per esprimersi serenamente, con esercizi specifici a seconda di come si manifesta il disturbo, intervenendo in genere sulla respirazione e sull’organizzazione ritmica del linguaggio.

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