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Iniziate le pulizie di primavera per combattere il mal di testa

Logo Corriere della Sera Corriere della Sera 22/02/2021 Cesare Peccarisi
(Getty Images) © Fornito da Corriere della Sera (Getty Images)

Un costante esercizio fisico moderato o amatoriale può ridurre del 18% la frequenza di mal di testa: per esempio praticare marcia, jogging, bicicletta, calcetto, tennis. Lo dice uno studio di Mason Dyess e collaboratori della Washington University di Seattle che sarà presentato al prossimo congresso annuale dell’American Academy of Neurology, in programma per aprile in modalità virtuale a causa della pandemia.

Benessere generale

Contro il mal di testa funzionerebbero anche le cosiddette pulizie di primavera in casa, un esercizio che coinvolge numerosi gruppi muscolari e articolari e che, secondo un precedente studio inglese di Sebastien Chastin della Glasgow Caledonian University condotto per valutarne i benefici durante la restrizione casalinga da lockdown, va fatto con vigore per almeno 20 minuti al giorno. Se ne ricaverebbe un generale benessere con una migliorata attivazione cerebrale a livello di corteccia prefrontale, striato e ippocampo, aree che ci infondono soddisfazione emotiva. L’esercizio casalingo si basa sul principio della cosiddetta NEAT, acronimo di non-exercise activity thermogenesis, cioè attività di termogenesi non legata ad esercizio fisico che attiva numerose funzioni: circolatoria, metabolica, nervosa, eccetera.

Lock down

La scoperta americana sull’esercizio come antidoto per il mal di testa suona oggi forse un po’ beffarda con la chiusura forzata delle palestre: al massimo si può fare una corsetta nel parco sotto casa o seguire in tv corsi di yoga o pilates. In questo periodo forse conviene davvero seguire i consigli dei ricercatori inglesi dedicandosi agli “esercizi” di pulizia della casa per una mezzora al giorno.


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Non solo mal di testa

In fondo i risultati dei due gruppi di ricercatori concordano: se gli inglesi parlano di una migliorata salute in generale grazie alle pulizie, i loro colleghi americani hanno osservato che l’esercizio fisico non riduce solo il mal di testa, ma anche ansia e depressione, migliorando pure il sonno, dimostrando quindi un beneficio generale che è risultato più evidente nel mal di testa forse solo perché i soggetti esaminati erano emicranici. L’ansia calava dal 39% al 28% e la depressione dal 47% al 25. Lo studio è stato condotto su 4.647 persone di ambo i sessi che in tre quarti circa dei casi soffrivano di emicrania cronica (cioè con più di 15 attacchi al mese), mentre gli altri avevano forme episodiche, restando cioè sempre sotto i 15 attacchi.

Tempi d’esercizio

A prescindere dagli esercizi considerati fra loro circa equivalenti grazie a un apposito questionario compilato dai partecipanti allo studio, i soggetti sono stati divisi in 5 gruppi in base alla durata dell’attività svolta nella settimana: nessuna attività, da 1 a 30 minuti, da 31 a 90 minuti, da 91 a 150 e oltre i 150 minuti. Quasi la metà (48%) di quelli del primo gruppo che non facevano attività fisica presentava una frequenza di mal di testa elevata con 25 o più attacchi emicranici al mese. All’opposto in quelli dell’ultimo gruppo (1.270 persone) i casi di attacchi frequenti si sono quasi dimezzati (28%) e un decimo di loro non ne presentava nessuno, arrivando a un massimo di 4 al mese.

Lo studio italiano

Alla luce di questi dati non si possono non ricordare i pioneristici risultati ottenuti dieci anni fa dal neurologo veneto Carlo Lisotto: con i colleghi dell’Università di Padova e Roma, Lisotto aveva pubblicato su Neurological Sciences l’unico studio sul mal di testa nei calciatori italiani della seria A. Sorprendentemente, quei dati confermano quanto ora riportato dai ricercatori americani e inglesi. I calciatori professionisti, infatti, nonostante tutti i colpi di testa e le pallonate accidentali che accumulano durate la carriera, hanno una frequenza di mal di testa, per lo più cefalea tensiva episodica, che è incredibilmente bassa: appena il 3,6% in confronto al 12% dell’emicrania e al 75% della cefalea tensiva che si riscontrano nella popolazione generale. Lisotto diceva che un cefalalgico difficilmente si mette a fare il calciatore e quindi i giocatori valutati in quello studio erano una popolazione già selezionata alla fonte, ma alla luce della recente ricerca americana viene da pensare che se già l’attività sportiva amatoriale è utile contro il mal di testa, quella professionistica potrebbe esserlo ancora di più. Forse in una popolazione come i calciatori già predisposta a non avere mal di testa, l’esercizio fisico rappresenta un’arma di prevenzione in più.

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