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L'esperimento su un monaco buddista: meditare combatte l'invecchiamento del cervello

Logo La Repubblica La Repubblica 5 giorni fa di VIOLA RITA
© Fornito da La Repubblica

Meditare può aiutare. Soprattutto in una situazione di incertezza come quella in cui ci troviamo a causa dell'emergenza coronavirus. E la meditazione fa bene non solo nel momento di una crisi o di una difficoltà repentina, ma anche sul lungo termine e nella vita di tutti i giorni, per migliorare il benessere psicofisico. E non solo: un gruppo di ricerca dell'Università del Wisconsin-Madison e dell'Harvard Medical School, infatti, ha mostrato che meditare regolarmente, un po' di tempo ogni giorno, potrebbe rallentare l'invecchiamento del cervello. La ricerca è per ora piuttosto limitata, dato che si basa sullo studio del cervello di un solo monaco buddista. Tuttavia, fornisce una prima indicazione sui benefici di questa pratica anche a livello cognitivo. I risultati sono pubblicati sulla rivista Neurocase.

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Lo studio

I ricercatori hanno coinvolto in uno studio di imaging cerebrale un noto monaco buddista, Yongey Mingyur Rinpoche, attualmente 45enne, che da sempre pratica meditazione in maniera regolare, tutti i giorni della sua vita, salvo rare eccezioni. Gli scienziati hanno potuto “vedere” il suo cervello attraverso una risonanza magnetica e hanno osservato come cambiava durante un periodo di 14 anni. Nel frattempo, hanno confrontato le sue immagini cerebrali con quelle di 105 adulti residenti nella stessa area che non meditavano.

In base alle immagini, scrivono i ricercatori, alcune aree del cervello del monaco buddista sembravano differenti e “più giovani” rispetto a quelle di altre persone. In particolare a 41 anni il cervello di Yongey Mingyur Rinpoche mostra una struttura tipica di chi ha circa 33 anni. “Il tasso di invecchiamento cerebrale risulta più lento se comparato con quello dei volontari del gruppo di controllo”, si legge nel paper, e questo suggerisce un possibile rallentamento nel deterioramento che avviene usualmente nella nostra mente.

Inoltre, dato che lo studio è durato 14 anni ed è iniziato quando Yongey Mingyur Rinpoche aveva meno di 30 anni, gli scienziati sono riusciti anche a osservare che la maturazione del cervello del monaco buddista è avvenuta prima rispetto a quella dei ragazzi della sua stessa età. Insomma, meditare regolarmente farebbe bene sia per avere la testa sulle spalle anche quando si è giovanissimi sia per tenere vive le abilità cognitive quando si è adulti.

 

La meditazione contro lo stress

Meditare può aiutare a gestire stress ed emozioni negative come ansia, dolore, paura, rabbia, che possono essere presenti soprattutto in questo periodo in cui dobbiamo affrontare l'epidemia di Covid19 ed è necessario che rimaniamo a casa. E questa pratica potrebbe aiutarci a rilassare corpo e mente, nonché ad alleviare dolore e stress. A tal proposito, anche per non meditare da soli ci sono diverse iniziative online, tramite videochiamata, per condividere questo momento – un esempio è fornito dal Centro Meditazione Roma che organizza incontri in diretta.

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Ma non sempre e non per tutti

Come in tutte le cose, non per tutti e non sempre – non in tutti i periodi e in tutti i momenti della propria vita – meditare può necessariamente aiutare o far bene ed è importante seguire le proprie sensazioni per capire se ci è di supporto o meno. Lo mostra, ad esempio, un recente studio su Plos One, che mette in luce l'altra faccia della medaglia, ovvero gli eventuali effetti collaterali di questa pratica. Fra questi, ci sono problemi di vario genere, dalla scarsa concentrazione a sintomi depressivi fino al ricordo di eventi traumatici per chi medita dopo aver subito un trauma. Insomma, meditare può far bene, ma sempre prestando attenzione al fatto che non diventi soltanto un impegno e una regola in più da rispettare in un periodo complesso come quello che stiamo vivendo.

Scegli tu!
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