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Un test del sangue rivelerà dove si nasconde un tumore

Logo Il Giornale Salute Il Giornale Salute 13/03/2017 Paolo Grillandi

Se è vero che il cancro è malattia che, purtroppo, viene diagnosticata con sempre maggiore frequenza, è altrettanto vero che cure sempre più avanzate e una più ampia diffusione di screening oncologici hanno, negli ultimi anni, aumentato la sopravvivenza dei soggetti affetti da tumore. Molto di più sarebbe possibile fare se la diagnosi venisse ulteriormente anticipata: in questa direzione va il lavoro di molti ricercatori, i quali cercano di mettere a punto sempre migliori test del sangue che rivelino eventuali sviluppi tumorali. Sino ad oggi, questi esami, chiamati biopsie liquide, erano sì in grado di rilevare nel sangue tracce di DNA rilasciato dalle cellule tumorali, ma senza saper indicare dove si trovasse il tumore.

Dagli Stati Uniti giunge però ora la notizia di una scoperta - anche se ancora da testare sull'uomo - che potrebbe rivoluzionare le tecniche diagnostiche: un test del sangue capace di rilevare precocemente un tumore indicando persino la zona del corpo dove esso si sta sviluppando.

Un test del sangue rivelerà dove si nasconde un tumore © Thinkstock Un test del sangue rivelerà dove si nasconde un tumore

L'obbiettivo sarebbe stato raggiunto grazie a uno studio, pubblicato su Nature Genetics, effettuato da un gruppo di scienziati del californiano Institute for Genomic Medicine di San Diego, guidati dal professor Zhang Kun. Per capire come gli scienziati americani siano giunti sviluppare il test bisogna sapere che quando una neoplasia si sviluppa, essa inizia a competere con le cellule normali per ciò che concerne nutrienti e spazio vitale e in tal modo, diffondendosi, le uccide. Il punto è che nel momento in cui le cellule muoiono rilasciano il loro DNA specifico nel sangue, ed è proprio utilizzando questo DNA che i ricercatori sono riusciti ad identificare il tessuto interessato dal cancro.

«Siamo giunti a questa scoperta per caso - dichiara Kun - stavamo portando avanti l'approccio convenzionale ed eravamo solo in cerca di segnali provenienti da cellule tumorali. Abbiamo però individuato anche segnali provenienti da altre cellule, e ci siamo resi conto che se integriamo entrambe le serie di segnali possiamo determinare la presenza di un tumore e il posto in cui sta crescendo».

Il nuovo test potrebbe, in futuro, eliminare la necessità di diagnosi basate sulla biopsia tradizionale, o asportazione chirurgica del tessuto; anche se, conclude Kun: «prima di trasferire la ricerca in ambito clinico è necessario lavorare ancora con gli oncologi per perfezionare ulteriormente il metodo».

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